Masseria Vigliotti: il borgo ritrovato a Durazzano dove la cucina nasce ogni giorno dai campi

Masseria Vigliotti, Durazzano (BN)
Contrada Vigliotti
Telefono: 349 4996073

di Antonella Amodio

Se amate i piatti contadini, quelli schietti e rassicuranti, Masseria Vigliotti è la destinazione giusta. Siamo a Durazzano, in provincia di Benevento, su una collina che offre un panorama sorprendente: da un lato lo sguardo corre dal Vesuvio fino a Capri, dall’altro si apre verso Sant’Agata de’ Goti e il massiccio del Taburno. Il microclima regala notti fresche, aria pulita, estati mai afose e inverni rigidi: condizioni ideali per l’agricoltura.

Il progetto Masseria Vigliotti nasce dall’iniziativa dei fratelli Vigliotti – Luciano, Maurizio e Salvatore – che hanno trasformato un insieme di case rurali in un borgo ristorativo con orto, oliveto e, a breve, dieci camere dedicate all’ospitalità. La struttura ottocentesca conserva una piccola cappellina privata ed è circondata da tre ettari di terreno. Un luogo che racconta una storia familiare radicata nel tempo. Qui vissero i nonni, poi i genitori, oggi ancora custodi dell’orto e dell’aia dove razzolano le galline.

Tutto comincia con nonno Salvatore che, nel dopoguerra, appena sposato, lasciò il paese per risparmiare sull’affitto e prese in questa campagna quattro stanze, una delle quali adibita a stalla, all’interno di un piccolo agglomerato di abitazioni separate da muri e campi. Vi rimase per tutta la vita. Con il tempo quell’aggregato rurale si spopolò: i venti proprietari si dispersero altrove in cerca di fortuna. In dieci anni i fratelli Vigliotti li hanno rintracciati uno a uno, acquistando terreni e immobili e ricomponendo quel mosaico in un unico borgo agricolo-gastronomico, nel segno dei nonni e dei genitori. Così è nata Masseria Vigliotti, aperta al pubblico da pochi giorni. La struttura, completamente recuperata, si articola in salette intime e in una cantina dedicata all’aperitivo, prima di scegliere il tavolo, con opzione panoramico, appartato o immerso nel silenzio del bosco circostante. Con circa settanta coperti.

Alla guida della cucina c’è Luciano Vigliotti, per anni chef del Samnium Resort & Suites, con esperienze formative tra Italia ed estero accanto a chef come Gualtiero Pierangelini, Cavagnini, Needham, Ciervo, Yves Mattagne, fino a La Terrazza dell’Eden a Roma. Oggi concentra tecnica ed esperienza in una cucina di famiglia, affiancato dalla cognata Antonia Abbatiello, già anima di CasaVittoria, il piccolo focolare domestico e custode di ricette antiche tramandate nel tempo.

La proposta è giornaliera più che stagionale, profondamente legata al foraging e all’uso di erbe spontanee, fiori (tanta erba di San Giovanni), frutti antichi e materie prime locali. Le verdure crescono a pochi metri dall’uscio, le uova arrivano dall’aia, l’olio proviene dagli olivi di proprietà. Passata di pomodori, sottaceti, pane, taralli, biscotti, torte, crostate, pasta fresca e tanto altro sono fatti in casa. Un microcosmo agricolo quasi autosufficiente dove l’essenzialità incontra la memoria. Non esiste un menu scritto: i piatti si decidono al mattino, in base ai campi, all’orto, al meteo, alla disponibilità del macellaio, seguendo il ritmo naturale delle cose. La cucina è “a passo d’uomo”.

Il piatto simbolo? Il pancotto con verdure di campo che possono variare tutti i giorni e pane raffermo. È l’essenza della masseria: semplicità e gusto.

Il percorso a tavola è generoso: un ricco antipasto con numerose preparazioni tra verdure, legumi, salumi stagionati in masseria, formaggi, seguito da primo, secondo, dessert e piccola pasticceria al centro tavola. Il costo si aggira intorno ai 45 euro, bevande escluse.

Se scegliete la cena, arrivate al tramonto. Il panorama fa il resto.

 


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