
di Stefano Tesi
Sarà stato il fascino di trovarsi all’imbocco della strada che porta su, fino al mitico Castel Juval di Reinhold Messner, sarà stata l’aria frizzante della Val Venosta, oppure il companatico a base di speck e mostarda a chilometro zero spelluzzicato col pane3 croccante all’aperto, seduti su una roccia, ascoltando il frusciare del vento, ma questa Schiava semplice, senza troppe pretese, scarica, fragrante e allegra, agile in bocca e nel portafogli, bevuta bella fresca, ha fatto del tutto il suo dovere: era esattamente ciò che ci voleva alla fine del lungo viaggio, per togliersi la sete senza tanti pensieri.
Comprata con animo lieve alla Bottega dei Contadini venostani, proprio sulla statale, è un vino porta con sé l’aroma di una convivialità giocosa. Sono certo che gli ospiti del maso, sulle alture sopra Castelbello, ne tracannano parecchie bottiglie. Difficile biasimarli.
Prezzo in vendita diretta: 11,20 euro
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