
di Andrea Petrini
Il rosato è forse il vino più vittima dei pregiudizi: troppo leggero per chi cerca profondità, troppo serio per chi lo immagina solo da aperitivo. Eppure, bottiglie come Octavum dimostrano quanto questa categoria sappia raccontare territorio e identità. Nato nel Piceno dall’incontro tra Sangiovese e Montepulciano, è un vino spontaneo, fresco e dinamico, accompagna la tavola con naturalezza e invita alla condivisione. È uno di quei rosati che finiscono troppo in fretta nel bicchiere, ricordandoci che il buon bere quotidiano può regalare emozioni autentiche senza pesare sul portafoglio.
Dai un'occhiata anche a:
- VINerdì IGP, Terre del Volturno IGP Granito 2024, Sclavia
- VINerdì | Tomei – IGT Lazio Cesanese Veniero 2024
- VINerdìIGP | Lazio IGT Bellone Aro 2024, Pietra Pinta
- Garantito IGP | La Sibilla nei Campi Flegrei: vini puri in una terra bellissima
- MenoDodiciIGP | Rosso di Montepulciano 2024 Gracciano della Seta
- VINerdì | Costa del Pievano Toscana IGT 2020 Podere L’Assunta
- Invecchiato IGP | Arte Liquida Toscana Igt Bianco 2006 Tenuta di Monte Chiaro
- Invecchiato IGP | Terre di Tufi 2013 Teruzzi: un pezzo (buonissimo!) di storia del vino toscano