Birra buona? Cinque supermercati dove trovarla

Pubblicato in: Voglia di Birra
Auchan. La Nazionale di Baladin

di Andrea Docimo

Un dato è certo: la birra artigianale surclassa quella industriale.
Se bevuta nei pub, quelli buoni, diventa poi un’esperienza bella che può pure farti andare in estasi.
Questo perché (ed esplicitiamo il concetto di pub “buono”) se il locale è di un certo spessore, stipula accordi con rivenditori di alti livello e professionalità, che ovviamente non lasciano le bottiglie mesi e mesi in giacenza, peggiorandone stato e proprietà organolettiche.
Cosa che, invece, succede spesso nella grande distribuzione, ove alcuni lotti di bottiglie vengono lasciati al loro destino, soggetti peraltro ad innumerevoli mutamenti climatici.
La regola aurea consiste, dunque, nell’avere un pub di fiducia, magari instaurando un bel rapporto col publican, che possa assicurarci delle bottiglie nel miglior stato di conservazione possibile.
Tuttavia, andiamo a vedere cosa succede nella GDO, da sempre ambasciata delle industriali, con l’intento di capire se qualcosa di artigianale (o quantomeno di bevibile) c’è.
Nelle ultime settimane, ho avuto modo di esaminare cinque tra le migliori catene presenti sul suolo campano, per vedere cosa presentassero al generico avventore, ed il riscontro è stato in chiaroscuro: se da un lato alcuni offrivano una discreta scelta, i prezzi venivano maggiorati più del dovuto.
Altri, invece, proponevano semplicemente una scelta mediocre e dunque non hanno meritato attenzione.
Di seguito, riporto centro commerciale, opinione personale e qualche chicca trovata.
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AUCHAN (presso il Centro Commerciale Vulcano Buono a Nola)
– E’ una delle catene che mi hanno colpito di più, non solo per varietà di etichette, ma anche per la moltitudine di stili presenti.
E’ un supermercato che, personalmente, consiglierei ad un amico.
Oltre alle intramontabili Guinness Special Export (Irish Stout da 8.0 % abv. nella versione per la grande distribuzione), Pilsner Urquell (Pilsener da 4.4 % abv.) e Delirium Tremens (Belgian Strong Ale di 8.5 % abv.), che pure al pubblico medio non potrebbero dispiacere, ho con piacere constatato la presenza di qualche Bière de Garde, di alcune trappiste (quasi totalità delle Chimay e la sempre godibile Orval), di varie IPA (presente la Anchor IPA e quella di Fuller’s), molte Lager chiare e scure, Weisse, e Belgian Ale in varie salse.
E’ pur vero che la qualità media non è altissima, ma siamo pur sempre in un centro commerciale ed oltretutto alcune delle birre presenti possono fare da ponte, per il bevitore inesperto, tra mondo industriale ed artigianale. Discreta anche la selezione di italiane, tra le quali emergeva la Nazionale di Baladin. Non male, insomma.
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DECO’ (Decò Maxistore presso il Centro Commerciale “Le Aquile” di Sant’ Anastasia)
– E’ il supermarket con il quale è iniziato questo viaggio. Anche qui si è avuto modo di appurare una qualità complessiva non malvagia, data la presenza di Chimay, Blanche de Namur (una delle poche Bières Blanches presenti nella GDO), tedesche di vari stili e delle piacione Mc Chouffe (Scotch Ale in stile belga da 8.0 % abv.).
Qui il salto di qualità lo fanno le birre trappiste del brand olandese La Trappe, presenti nella versione Dubbel (quella più presente nella GDO) ed in quella Witte.
Anche qui un livello complessivo sufficiente.
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IPERCOOP (Centro Commerciale “Le Porte di Napoli” di Afragola)
– Qui, forse, l’asticella qualitativa si abbassa e vediamo proposte più “popolari”.
Accanto alle classiche Lager (stancheranno mai il palato dell’avventore medio?) e Weisse (il cui livello non risulta in generale rimarchevole) troviamo moltissime proposte di scarso interesse, tra le quali le uniche note positive sono ancora una volta la Blanche de Namur ed una Chimay Cinq Cents (Tripel Trappista da 8.0 % abv.), che da sola è valsa certamente la visita.
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CARREFOUR (Centro Commerciale “Campania” di Marcianise)
– Altro brand abbastanza fornito, sono rimasto positivamente colpito dalla presenza della Duvel (Belgian Strong Ale da 8.5 % abv.), delle “catchy” e ridondanti Mc Chouffe, Blanche de Namur, Chimay (presente la Chimay Bleue, la mia preferita del birrificio), della dolce e vellutata Pauwel Kwak (altra Belgian Strong Ale da 8.4 % abv. adatta ai dessert e abbastanza presente nella grande distribuzione), ma anche dalla linea di Birrificio Pontino (Alaaf Kolsch, Olim Palus IPA, La Zitella e la APA Runner Ale), da quella per la GDO del Birrificio Il Chiostro sotto il naming L’Abbazia (la Irish Red Ale “Red Ireland” e la Golden Ale “Gold English”), e dall’unica birra trappista (e qui si sfocia nel patriottismo) italiana dell’ Abbazia delle Tre Fontane, che risponde all’appello con la versione precedente a quella contemplante il logo ATP (Authentic Trappist Product) sull’etichetta. Ripeto, una piacevole passeggiata.
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CONAD (“Conad Superstore” di Acerra)
– Inutile nasconderlo, è la catena che mi ha colpito di meno.
Presenti alcuni dei leitmotiv della mia ricerca come la Pauwel Kwak, qualche Leffe (non le adoro), la Duvel (nel formato da 75 cl), qualche Chimay e la Dubbel di La Trappe (Belgian Strong Ale da 7.0 % abv.), nonché le Weisse di Franziskaner, Paulaner, Benediktiner. Non esaltante.

Questi sono i supermercati che ho avuto modo di visionare, e sono convinto che ce ne saranno anche alcuni della stessa catena più meritevoli ed altri più carenti.
Il consiglio è quello, prima di tutto, di evitare le classiche etichette commerciali per le quali solitamente vengono utilizzate bottiglie trasparenti o di colore verde (meglio bottiglie dal vetro scuro, resistono meglio alla luce), dunque quello di scegliere con criterio (abbinando ai cibi birre ad hoc) ed investigare, per quanto possibile, sullo stato di conservazione del prodotto (in generale è sempre meglio scegliere birre con scadenza quanto più lontana possibile).
Altro suggerimento potrebbe essere quello di prediligere birre con una buona gradazione alcolica e un po’ più scure, in quanto solitamente tali birre risentono meno della giacenza.
Ma tali “raccomandazioni” richiederebbero molto più spazio, e per un articolo – indagine quale è il presente sono oltremodo superflue.
La regola aurea l’abbiamo esaminata all’inizio dell’articolo, e nonostante si sia cercato del buono nella GDO, rimane ancora validissima.
Bevete e divertitevi, ma soprattutto scegliete bene!


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