‘O Munaciello di Carmine Candito, il piccolo teatro napoletano della pizza a Miami

Pubblicato in: Le pizzerie

A Biscayne Boulevard, nel MiMo District, una pizzeria costruisce il suo racconto tra forno a legna, tombola napoletana e prodotti italiani.

di Barbara Guerra

Appena entri da ‘O Munaciello, sulla Biscayne a Miami, capisci che qui Napoli non è un riferimento decorativo. È una presenza fisica. Sta nelle sedie tutte diverse e colorate, nelle maglie del Napoli appese alle pareti, nelle tovaglie con la tombola napoletana, nel presepe artigianale, nella confusione ordinata di un luogo che non vuole sembrare neutro. Vuole sembrare casa. O, meglio, vuole sembrare Napoli vista da chi Napoli l’ha lasciata, l’ha amata e ha provato a ricostruirla dall’altra parte dell’Atlantico.

Il nome non è casuale. Il Munaciello, nella tradizione popolare napoletana, è una figura ambigua e domestica: un piccolo monaco, uno spiritello che appare e scompare nelle case, porta fortuna o scompiglio, nasconde oggetti, lascia monete, confonde e protegge. Non è un simbolo elegante. È un simbolo popolare. E per questo funziona.

A Miami, ‘O Munaciello non usa Napoli come cartolina. La usa come linguaggio. Il locale è caldo e l’accoglienza arriva subito, spesso in italiano, anche con clienti che italiani non sono. È un dettaglio piccolo, quasi teatrale, però dice molto: qui l’esperienza comincia prima del menu. Comincia dal tono della voce, dal modo in cui ti fanno sedere, dalla sensazione che molti dei clienti intorno a te siano abituali.

A pranzo e a cena, il posto sembra avere quella qualità rara nelle città di passaggio: qualcuno ci torna.
Una parete espone con orgoglio premi e riconoscimenti. Tra questi, impossibile non notare il titolo di World Champion conquistato da Carmine Candito al Pizza Expo di Las Vegas. È un trofeo che potrebbe bastare da solo a costruire una narrazione. Qui, invece, resta sullo sfondo. La vera scena è il forno.
Osservare Carmine mentre lavora è una delle ragioni per cui vale la pena sedersi. Ha l’energia di chi non ha perso il piacere del mestiere e la precisione di chi sa che una buona pizza non nasce solo da un impasto ben fatto. Nasce da come gli ingredienti vengono distribuiti, dalla quantità, dal ritmo, dal punto di cottura, da quel margine sottile tra abbondanza e controllo. La mano conta. Il forno conta. Il tempo conta.
La pizza, infatti, è il centro di tutto. ‘O Munaciello lavora su un’idea di pizza napoletana verace, con cornicione pronunciato, impasto leggero, forno tradizionale e una carta che alterna classici, pizze più ricche, fritti e proposte di evidente vocazione partenopea. La pizza simbolo resta la Las Vegas, legata alla vittoria mondiale di Candito: una bianca con fior di latte, salsiccia, funghi, peperoni, pomodorini del Piennolo e parmigiano. È una pizza generosa, quasi americana nell’impatto, tenuta però dentro un codice profondamente napoletano: impasto, cottura, equilibrio.

Durante la visita, la scelta è caduta su due pizze che raccontano bene la cucina di ‘O Munaciello. La Marinara, prima di tutto. È sempre un test serio. Non perdona. Senza mozzarella, senza protezioni, mette a nudo impasto, pomodoro, aglio, origano, olio extravergine di oliva e cottura. Qui arriva diretta, essenziale, con quel morso pulito che rende la semplicità una prova di forza.
Poi la Scarpariello, più ricca e appagante, con fior di latte, pomodori del Piennolo gialli, pomodorini e Provolone del Monaco DOP. È una pizza piena e saporita, costruita sulla dolcezza del pomodoro e sulla profondità del formaggio. Non cerca la leggerezza a tutti i costi. Cerca soddisfazione. E la trova.

C’è anche un dettaglio inatteso: l’insalata. Da qualche tempo, quando la troviamo in carta, ordinarla è diventato un modo per rinfrescare il palato e misurare l’attenzione di una cucina oltre la pizza. Qui la Caesar salad è stata la migliore assaggiata a Miami in questi giorni: equilibrata e leggera. All’interno tocchetti di pane fatto in casa, lo stesso che Carmine sforna ogni mattina. Pane saporito, pane napoletano.

Un’altra parete è dedicata alla vendita di prodotti italiani. Ci sono pasta, pomodori, olio extravergine di oliva. E poi ci sono Gocciole e Pan di Stelle, due biscotti che per molti italiani all’estero desiderano. Sono una coccola, un richiamo immediato, all’idea di casa. In un ristorante, dettagli così possono sembrare marginali. In realtà aiutano a spiegare perché un luogo funzioni: non vendono solo nostalgia, la organizzano.
‘O Munaciello è arrivato a Miami dopo essere nato a Firenze, con l’idea di portare fuori da Napoli un pezzo della sua cultura più popolare. Oggi, nella sede del MiMo District, quel progetto sembra aver trovato una sua forma precisa: una pizzeria italiana in America che non si limita a importare un prodotto, ma prova a importare un’atmosfera. La differenza è sostanziale.

Il locale ha ricevuto anche riconoscimenti importanti. Nella classifica 50 Top Pizza USA 2025, è al 10° posto ex aequo insieme a La Leggenda, altra insegna di Miami. Eppure il punto non è solo la classifica. Il punto è che ‘O Munaciello riesce a fare una cosa difficile: essere leggibile per il pubblico americano senza perdere il proprio accento napoletano.
In arrivo a breve la terza sede. Ora, oltre a Biscayne Boulevard, potete trovare O Munaciello anche a Coral Way, fra qualche settimana poi a Palm Beach.


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