
Beppe Schino è uno storico ristoratore di Bari, il suo Perbacco è punto di riferimento per quanti hanno seguito la rivoluzione italiana del vino a partire dagli anni ’90 ad oggi. Su Facebook riporta una lettera, se non è vera comunque è verosimile, che invita a riflettere su TripAdvisor, la nuova web ossessione dei ristoratori. Beppe, bravo e appassionato, ha gli strumenti culturali prima ancora del coraggio, per denunciare questa cosa. Ma gli altri?
Salve, le scrivo a nome di XX agenzia di consulenza che si occupa di meglio posizione hotel e ristoranti nei siti di recensioni.
Abbiamo la possibilità di far crescere la sua attività… in classifica con recensioni genuine e scritte da potenziali veri utenti.
Con solo 5 posizioni positive si sale su siti come Tripadvisor in maniera sostanziale con un immediato aumento dei clienti.
Le recensioni hanno un costo di 500 euro l’una con un pacchetto di 3 recensioni, il costo scende notevolemente con pacchetti superiori. Ad esempio 10 recensioni costano 3000 euro. I costi sono una tantum, e le recensioni rimarranno online per sempre. Risultati garantiti.
Aiutiamo i nostri clienti ad essere visibili, la spesa rientra in poche
settimane.
Abbiamo anche la possibilità di gestire recensioni mensili così da
avere sempre nuovi feedback, allo si parla di canone e non costo a
recensione.
Spero di sentirla presto,
—
firma
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Divisione Editorial
Naturalmente ci rendiamo conto che in un’epoca in cui un partito diventa un prodotto da vendere non c’è nulla di male a ingegnarsi per posizionare meglio i commenti.
Anche noi riceviamo, come gli altri blog, almeno due proposte al giorno di presunti esperti Seo che promettono mirabilie nel posizionamento su Google e sul PageRank.
Dire che le guide sono utili proprio per erigere un muro contro questi processi degenerativi è tirare un rigore a porta vuota, anzi lasciata vuota da chi le ha criticate in nome di una presunta democrazia del web per poi passare a giocare nel campionato degli sponsor post, alias minimarchette.
Ma, dal punto di vista del consumatore la domanda è: ci si sente garantiti da un sistema come Trip in cui l’oggetto della critica, i ristoratori, può manipolare il giudizio investendo un po’ di soldi?
Perché alla fine, pagerank o Tripadvisor, quello che davvero conta è quello che c’è in pagina e nel piatto.
Ossia, il contenuto, dettaglio di cui molti italiani impegnati a trascorrere la loro vita nel Truman show berlusconiano si sono ormai dimenticati. Salvo poi trovarsi con le pezze al culo e i figli disoccupati a casa.
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