
di Dora Sorrentino
“Per me sarà sempre il Cilentano, così l’ho chiamato quando è nato, così continuerò a chiamarlo”. Risponde in questo modo Sal De Riso alla querelle nata qualche settimana fa sul Pan di Bufala presentato alla manifestazione Millefiori ad Eboli. A chi lo accusa di plagio nei confronti di Anna Chiavazzo, pasticciera de Il Giardino di Ginevra di Casapulla (Ce), Sal De Riso risponde picche. Tornando indietro nel tempo di un anno, nel 2012 Anna presenta alla manifestazione “Milano Golosa” il suo Pan(n) di bufala, un panettone ottenuto con panna di bufala, certificato dal Consorzio di Tutela della Mozzarella di Bufala Campana Dop.
Lo scorso 2 novembre, invece, Sal De Riso presenta un panettone che tanto nuovo non è, visto che lo propone già da alcuni anni nella sua pasticceria, realizzato con una ricetta del tutto diversa dalla Chiavazzo (lui usa burro di bufala, fichi cilentani, noci, nocciole di Giffoni e finocchietto selvatico), ma con lo stesso nome. I motivi che abbiano spinto Attilio Astone, presidente dell’associazione Puro Gusto, a scegliere proprio questa dicitura ci sfuggono totalmente. La cosa certa, però, è che Sal De Riso non c’entra nulla con essa, anzi continuerà a chiamarlo come ha sempre fatto, ossia Il Cilentano, proprio per esaltare gli ingredienti provenienti da quel territorio. In attesa della pace mediatica tra i due pastry chef campani, vi invitiamo ad assaggiare entrambe le versioni del Pan di Bufala, con o senza “n” in più. Sono prodotti che rappresentano in toto la ricchezza del territorio campano ed entrambi sono meritevoli di menzione per la maestria dei loro creatori.
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