Parla Bruno Pilzer, distillatore senza confini

Pubblicato in: Personaggi
Bruno Pilzer distillatore Trentino

di Marina Betto

” Ho sempre vissuto nel mondo della distillazione, giocavo con il triciclo in mezzo alle torte delle vinacce rosse quando ero piccolo e così mi sono innamorato del loro profumo che mi è rimasto impresso per sempre e che porto nella memoria dei ricordi più belli”. Così si presenta Bruno Pilzer trentino di nascita che  definisco distillatore senza confini perché non si è fermato a distillare solo  grappa come fanno un po’ tutti in regione ma ha distillato vino per fare brandy, frutta di ogni tipo con grande successo, gin, rum un amaro che porta il suo nome e presto ci sorprenderà con una novità. Lo intervisto un pomeriggio di luglio rubando una buona mezz’ora alla vacanza che si è concesso con la sua famiglia al mare e dopo un’iniziale botta e risposta è un fiume di parole, di desiderio di raccontare cosa è per lui la distillazione, cosa lo affascina di quel mondo che lo spinge a sperimentare e cercare nuovi traguardi da raggiungere. ” Anche il mondo degli alambicchi mi ha sempre attirato, a quale bambino non piacerebbe aggirarsi tra quegli arnesi che sembrano magici, attratto da quella vinaccia rossa sospesa nell’acqua, l’attesa dell’ebollizione e finalmente vedere il distillato sgorgare dalla bacinella trasparente e puro. E’ sempre stata  una magia per me che sprigionava un alone di mistero e di proibizione che circolava tra quei circuiti proprio come la parola alcol”.

Enologo Bruno Pilzer analizzava e faceva vini poi passato in laboratorio comincia a studiare uno dei punti chiave della distillazione della grappa cioè il ritiro delle vinacce. ” La grappa trentina ha vissuto un cambio epocale qualitativamente, non è più la grappa degli anni “70, è stata studiata intimamente per poter essere migliorata. La grappa nasce da un pezzo dell’uva e le balle di vinaccia che prima erano fatte di residui sfruttati troppo oggi sono fatte di una massa fresca e non secca che esce direttamente dalla cantina ancora bagnata di mosto”. Così racconta Bruno Pilzer i primo dei tre passaggi che hanno portato al miglioramento qualitativo della Grappa Trentina. Il secondo cambio di passo si è avuto con la distillazione ” da quando ho iniziato nel 1983 pur lavorando con l’alambicco discontinuo a bagnomaria il modo di farlo funzionare cambia totalmente, diventa molto più preciso e fondamentale il riscaldamento, il taglio della frazione di testa e di coda. Il terzo cambio epocale è conoscere precisamente i componenti chimici della Grappa accompagnati dagli studi sulla vinaccia che ho fatto miei all’istituto San Michele All’Adige oggi Fondazione Mach- Istituto Tutela Grappa del Trentino che ha posto le basi insieme ai suoi  membri della rivoluzione qualitativa della Grappa Trentina”.

La Distilleria dei Pilzer cambia pian piano volto non senza difficoltà nel 1989 arriva in distilleria anche il fratello Ivano e nel 1998 iniziano la progettazione della nuova distilleria che nel 2001 prende il via  con due alambicchi discontinui a bagnomaria in uno spazio ampio dove la conservazione breve ma nel migliore dei modi della vinaccia era sottocontrollo. Già nel 2006 si affrontano nuovi miglioramenti in distilleria con l’acquisto di una speciale colonna di distillazione parzialmente demetilante capace di togliere alcuni difetti o meglio  caratteristiche della Grappa che il consumatore vuole sempre più delicata. La Grappa Delmé 43% vol. è un blend di otto grappe monovarietali c’è il Traminer, il Moscato, il Muller Thurgau, lo Chardonnay, la Nosiola, il Teroldego e la Schiava e il Pinot Nero. Subito conquistati prestigiosi riconoscimenti  Delmé Grappa  è fine, floreale con note di grano, ampia in bocca riporta delicatamente nella sua morbidezza e avvolgenza sentori di nocciola. ” Nel 2013 durante un viaggio  a Taiwan  visitando alcuni impianti pot still mi viene in mente di cimentarmi con il Gin e nasce la pazzesca idea di fare un Gin sulle Dolomiti in Val di Cembra”.  Cosa cambia nella distillazione di una Grappa e quella di un Gin gli chiedo ” distillare un Gin è più semplice” mi risponde. ” Per distillare il Gin  basta togliere una colonna di distillazione, l’attenzione è minore e ci vuole meno energia”.  E’ così che nel 2014 nasce il primo Gin dei fratelli Pilzer dal nome GinPilz. Si tratta di un London Dry dove il ginepro è certamente protagonista corredato dalla scia aromatica di ben 15 botaniche quasi tutte del territorio dolomitico.  GinPilz ha un naso aereo sembra di respirare la neve e tutto il balsamico della flora di montagna. Molto penetrante e secco all’assaggio è robusto riporta sentori di legno di cedro. Ha ottenuto la medaglia d’oro in un concorso internazionale ma la storia non è finita perchè Bruno Pilzer nel corso di un viaggio di lavoro in Giappone nel 2018 ha distillato sei diverse tipologie di London Gin che vuole combinare per fare un nuovo Gin di casa Pilzer. L’ etichetta di GinPilz è dedicata allo sport del curling che sintetizza le qualità del distillato deciso, concentrato, ottimo da bere liscio.

La Grappa Delmé di Pilzer e il GinPilz  sono distribuiti dalla Fratelli Rinaldi Importatori Bologna
www.rinaldi1957.it
info@rinaldi1957.it


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