Passaggio a Napoli. Gorizia, “Colezioni alla forchetta”: il primo fast food del mondo è nato a Napoli | Viaggio nella storia della Pizza col Presidente delle Centenarie, Salvatore Grasso

Pubblicato in: La Pizza e basta
Foto storica Gorizia - colezioni alla forchetta

Guardiamo da una vecchia foto, un’antica vetrofania sulla vetrina di Gorizia, la storica pizzeria del Vomero (datata 1916): “colezioni alla forchetta”. Mossi e animati dalla curiosità di chi va a caccia di indizi, aneddoti e racconti sulle origini della pizza, parliamo con il presidente dell’Unione Pizzerie Storiche “Le Centenarie”, Salvatore Grasso che, partendo da qui, dal locale di via Bernini, ci conduce in un viaggio fatto di storie inedite e chicche assolute raccolte nei dialoghi con gli altri titolari di locali secolari aderenti all’associazione.

Presidente, perché “colezioni alla forchetta”?

Colezioni alla forchetta è il primo fast food della storia. L’invenzione si deve a mio nonno, mio omonimo, che nel 1925 ebbe l’intuizione di inserire all’interno di panini fatti con l’impasto della pizza, svariati ingredienti, prevalentemente ortaggi di stagione, considerato che il Vomero all’epoca era a prevalente vocazione agricola. Appena 9 anni dopo la nascita, la nuova pizzeria Gorizia allargava già la sua offerta gastronomica includendo questo rivoluzionario bun di pizza, come i bravi gastronomi direbbero oggi, imbottito di ogni bontà.

L’errore grammaticale, naturalmente, fu dovuto al nome che la colazione, intesa come pranzo veloce – o le colazioni – avevano in napoletano. Un brand che oggi sto pensando di rilanciare proprio per ricordare quest’altro passaggio storico della pizza napoletana.

Qual è il valore dei locali storici come il suo?

Che possono ancora raccontare storia di vita vissuta. Che sono un punto di riferimento per chi in queste sale ha trascorso momenti importanti di vita. E non parlo solo di personaggi dello spettacolo ma di persone comuni la cui esistenza è stata segnata da amori, da accordi lavorativi, da momenti familiari importanti.

Ci fa un esempio?

Qualche giorno fa ha telefonato un signore che voleva prenotare per il sabato sera il tavolo nell’angolo interno della sala. Come è noto, noi non effettuiamo prenotazioni per il sabato sera. Ma il signore, commosso, ci rivela al telefono che cinquant’anni fa aveva fatto la promessa di matrimonio a quella che è diventata la moglie, proprio seduto a quel tavolo di Gorizia davanti a una nostra pizza e che quindi voleva festeggiare lì l’anniversario di nozze. Una telefonata che ci ha riempiti di emozione e di gioia. Naturalmente, la coppia è stata nostra ospite.

Questo è il senso di essere titolare di un locale storico.

Dai racconti dei suoi avi, qual è il cliente del passato che ha lasciato maggiormente il segno?

Tra i grandi ospiti che hanno fatto la storia e che non ci sono più posso citare Totò e il grande Eduardo De Filippo.

Bellissima!!!! …

Il compianto Luciano De Crescenzo una sera a cena mi disse che a Napoli , quando ancora era all’università, per mantenersi, aveva fatto il cameriere alla Gorizia con mio nonno: durò solo un paio di mesi. Non mi disse se se ne andò lui o lo mandò via mio nonno.

È vero che proprio suo nonno Salvatore Grasso fondò anche altre pizzerie che oggi sono anch’esse storiche?

Sí, la pizzeria Cafasso a Fuorigrotta, abilmente gestita anche oggi dalla famiglie a Cafasso e aderente all’Unione Pizzerie Storiche Le Centenarie che rappresento.

Sempre mio nonno aprì anche la pizzeria Vittoria a via Piscicelli negli anni ‘50.

Qual è secondo lei oggi la forza delle Centenarie, hanno ancora valore nonostante il passare del tempo e le innovazioni del mondo pizza?

Oggi più di ieri. E domani più di oggi. La forza è negli intrecci delle nostre famiglie. Che tutte insieme rappresentano la storia della pizza e, per estensione, della città di Napoli. Entrare in uno dei nostri locali non è solo mangiare la pizza ma è un andare alle origini, un tuffo nel passato che racconta il presente e il futuro.


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