
Sarà la pizza a salvare il lavoro dei pastori sardi? Forse sì, se i pizzaioli faranno loro l’appello del giovane Alessio Rovetta della pizzeria 7 Ponti di Bergamo.
Il settore pizza oltre a salvare dop come il San Marzano, ravvivare quella del pomodorino del piennolo, esaltare prodotti come la mozzarella e la ricottadi bufala, è diventato un vero erogatore di credito per le piccole produzioni artigianali e dei presidi Slow Food: il fatto di pagare alla consegna libera i produttori dal ricatto del credito bancario. Non solo, ma la concorrenza fra pizzaioli sta contribuendo addirittura a far lievitare i prezzi perché ciascuno di picca come punto di onore di avere il meglio e in esclusiva.
Ora non è possibile fa incrociare pizzaioli e pastori in modo diretto, perché non serve il latte, ma il formaggio. Però basta accendere la miccia alla filiera,rivolgersi ai caseifici di pecorino che producono qualità, un po’ come ha fatto oggi la Coldiretti oggi con i mercati dei contadini. E nell’arco di un anno i 72 centesimi concordati potrebbero diventare solo un ricordo perchè è assodato che per essere redditizio il prezzo deve lievitare almeno a un euro e mezzo al litro.
E allora? Speriamo che l’appello di Rovetta sia ripreso da tutti i pizzaioli che fanno qualità, non solo quelli di stile napoletano. Il pecorino si presta a mille usi in cucina perché è esso stesso un esaltatore di sapore.
Forza, forza, forza!
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