
di Talia Mottola
Arti performative in simbiosi con paesaggio e cibo diventano fonte di un nuovo turismo esperienziale. Si parte da un unico contenitore dove arte, tecnologia, musica ed enogastronomia sposano un solo must have, il coinvolgimento di sensi e sensazioni.
L’ evento “Pesci e Sintetizzatori” al Bikini di Vico Equense comunica multisensorialità e coinvolgimento, nato, o meglio “dreamed” da un’idea di Giorgio Scarselli con le performance artistiche di Alberto Podio e i synth di Filippo Gregoretti.
La salvaguardia di un patrimonio naturalistico marino inestimabile, il Banco di Santa Croce viene impresso nella mente di chi partecipa attraverso le fotografie subacquee di Alberto Podio e la musica ispirata ai fondali marini riprodotti in chiave elettronica da Filippo Gregoretti.
Il percorso continua attraverso il dialogo intorno ai prodotti delle colline della penisola sorrentina, e dei Monti Lattari, ritrovati nei piatti a cura dello chef Pasquale Rinaldo: la pasta e patate con le patate di Moiano, le pizze di Vico, il provolone di Agerola con la dimostrazione del processo di caseificazione ad opera de “La Verde Fattoria”. E il panettone con albicocche del Vesuvio, cioccolato e nocciole di Ticciano.
Il Vino di Sabato e i cocktails dello Shub con la colatura di alici di Armatore è la quadra perfetta di un evento che non lascia nulla al caso. Il progetto è già ampiamente comunicato a chi accedendo alle terrazze sul mare con vista sul Golfo di Napoli e tramonto su Capri, percepisce che quel mare può divenire ricchezza performativa. Essere parte di quel mare vuol dire appartenenza, ed è da qui che parte la musica con la sensazione di essere immersi nella secca a 700 metri di profondità, il Banco di Santa Croce, a pochi metri dalla costa, solo per una notte, insieme a gorgonie, cernie, tonni e banchi di pesci.
“Pesci e Sintetizzatori” si realizza all’interno di un progetto dedicato all’arte spontanea come espressione autentica della creatività e all’indagine sul rapporto tra immaginazione, natura e tecnologia e nasce dall’unione di due coordinate fondamentali: l’asse verticale della profondità, ispirato all’inconscio collettivo junghiano e agli abissi marini, e l’asse orizzontale della rete, l’intelligenza connettiva di Derrick de Kerckhove che mette in relazione artisti, pubblico, territori e produzioni locali. Profondità e connessione diventano così due movimenti della stessa esperienza: qualcosa emerge e qualcosa mette in relazione. Questo appuntamento fa seguito al “numero zero”, tenutosi l’11 marzo 2026 a Milano. A Vico Equense la manifestazione esce dallo spazio chiuso per immergersi direttamente nel paesaggio naturale da cui trae origine.
L’iniziativa è stata promossa da Aequa Spont Art, Sapori Liberi e Open Monti Lattari. L’evento ha ottenuto il patrocinio della Fondazione Marevivo, rafforzando la dimensione di tutela e sensibilizzazione ambientale che attraversa l’intero progetto.
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