Pino Aprile apre LSDM 2019: “il cibo è la nostra identità e il motore per accendere un rinnovato orgoglio”

Pubblicato in: LSDM 2019
Ernesto Iaccarino e Pino Aprile a LSDM 2019

di Laura Guerra

Un duetto insolito tutto giocato fra analisi storica e visione del futuro della cucina ha aperto la 12esima edizione di LSDM. Lo hanno animato lo chef  Ernesto Iaccarino – quarta generazione  del Don Alfonso 1889 di Sant’Agata sui due Golfi  moderato dallo scrittore Pino Aprile divulgatore del pensiero meridionalista.

La conversazione ha preso le mosse da uno spunto lanciato dall’autore di “Terroni” che ha sostenuto: “Al Sud abbiamo tutto quel che serve per mangiare bene e storicamente siamo sempre stati invasi da eserciti stranieri perché cercavano di prendere da noi quello che non avevano anche i nostri ingredienti, le verdure, l’olio d’oliva,  lo scambio del sale ai tempi dell’Impero Romano per cui fecero addirittura una via di scambio, la Salaria appunto”.

Sulla necessità di difendere l’ identità storica dell’agroalimentare mediterraneo è in  sintonia Iaccarino che ha proposto un’anagrafe degli ingredienti, utile alla tracciabilità di materie prime.

“Come sistema food  dovemmo provare ad imporre una sorta di carta di identità per ogni prodotto. Oggi con la tecnologia che si ha a disposizione si potrebbe fare agevolmente. Un sistema che geolocalizzi il prodotto, che spieghi la metodologia di produzione, che indichi il nome e cognome del produttore.

E’ già successo con il vino quando siamo passati da etichette generiche tipo vino rosso da tavola o vino bianco da tavola ad etichette che indicassero marca e zona di produzione, si è innescato un circuito virtuoso dove i consumatori hanno potuto scegliere il prodotto che più amavano. Questo processo ha alzato il livello anche medio di tutta la produzione vitivinicola italiana”.

Sull’appartenenza  conclude lo scrittore tarantino, insistendo sul concetto di identità di ricetta e facendo l’esempio della pizza: “In tanti posti del mondo hanno l’olio, il pomodoro, il grano eppure la pizza appartiene a Napoli, il cibo è un mezzo identitario, un punto di partenza imprescindibile per un rinnovato orgoglio e dobbiamo difenderlo perché contiene la nostra salute non solo la nostra sapienza”.

 

Photo Credits Alessandra Farinelli


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