Mentre molte pizze inseguono creatività, la pizza vintage “Mimosa” dagli anni Ottanta è rimasta nei menu delle pizzerie senza mai davvero scomparire e raccontando un’epoca precisa che continua a parlare a generazioni diverse. Sorprendentemente attuale, la Mimosa non teme le stagioni e si mangia tutto l’anno, indipendentemente dal caldo o dal freddo, trovando spazio specialmente nelle carte delle pizzerie più legate alla tradizione e in quelle al taglio. Negli ultimi anni sta vivendo una nuova popolarità, complice proprio questo ritorno alla cucina della memoria. Il suo nome è un omaggio al fiore della mimosa e il vero protagonista è il mais, con i chicchi gialli che regalano colore, dolcezza e un’identità immediatamente riconoscibile.
La ricetta nasce in Campania negli anni Ottanta, anche se non è possibile stabilire con certezza quale pizzeria l’abbia proposta per prima e rappresenta lo spirito di un’epoca in cui la pizza iniziava a sperimentare ingredienti nuovi, usciti dai confini della classicità più rigorosa. In quegli anni, panna e mais erano ingredienti di molte preparazioni della cucina italiana, ingredienti simboli di modernità domestica e creatività accessibile, base di numerosi piatti diventati iconici, come le penne alla vodka o i tortellini panna, prosciutto e piselli. La pizza Mimosa si inserisce perfettamente in questo filone gastronomico, raccontando un’epoca in cui golosità e semplicità convivevano senza pregiudizi. Curiosamente, il suo nome porta a proporla soprattutto in occasione della Festa della Donna, come omaggio cromatico al fiore della mimosa. La realtà, però, è diversa: nei locali dove è presente stabilmente in carta, la richiesta è così costante che toglierla dal menu è quasi impossibile. Un gusto che ha fidelizzato il pubblico, amata dai grandi per il suo sapore avvolgente e nostalgico, mentre i più piccoli ne apprezzano la dolcezza naturale del mais. La versione classica prevede, fiordilatte , prosciutto cotto, panna e, naturalmente, mais. Negli ultimi anni diversi pizzaioli l’hanno reinterpretata con ingredienti ricercati, sostituendo la panna con creme più leggere e utilizzando prosciutto cotto di alta qualità. Nonostante queste evoluzioni, la versione tradizionale resta la più richiesta, perché riesce a evocare ricordi e sapori profondamente radicati nella storia della cucina italiana.
La Mimosa è un evergreen di successo dove il mais e la panna firmano una delle pizze più amate della storia recente della pizzeria italiana. È preparata quasi esclusivamente in Campania e, al di fuori dalla regione, si è diffusa grazie ai pizzaioli di origine napoletana.
8 indirizzi dove si prepara la versione classica
Capuano’s Pizzeria, Milano
Via Francesco Londonio, 22 – Via Pietro Orseolo, 1
Bordo la Pizzeria del Pigneto, Roma
Via Giovanni de Agostini, 80
Fuori Misura, Montesilvano (PE)
Via Inghilterra, 1
Ai Tre Monelli, Angri (SA)
Via dei Goti, 160
Errico Porzio, Napoli
Via Cornelia dei Gracchi, 27
Castaldo Pizza & Pane, Afragola (NA)
Via Giovanni Amendola, 227
Pizzeria Le Garçon, Giugliano in Campania (NA)
Via San Nullo, 28
Cottura Pizzeria, Aversa
Via Francesco Cilea, 44
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