Riccio Nero 2006 Terre del Volturno igt

Pubblicato in: I vini del Mattino

Bevibilità. è questa la risposta che vi sentirete dare dai critici specializzati se chiedere loro quale cosa bisogna chiedere a un vino. Ma come? Ci sono vini non bevibili in commercio? Sì, ma non perché cattivi o fatti male, quanto, piuttosto, impossibili da portare fino al fondo della bottiglia. Questo si intende con il termine bevibilità. Parliamo delle etichette troppo alcoliche, ad esempio, oppure di rossi eccessivamente dolci, una qualità davvero stancante per il palato, o, infine, troppo morbidi, con l’acidità, freschezza in termini tecnici, eccessivamente domata e mortificata. Uno dei motivi dello stacco tra la grande massa dei bevitori quotidiani e il gruppo di appassionati alfabetizzati dai corsi negli anni ’90 è proprio nel fatto che sono andati sul podio vini non bevibili, difficili da buttare giù, solo inizialmente comunicativi ma poi non abbinabili a nessun cibo in quanto, appunto, troppo morbidi, dolci e alcolici.
Ed ecco a voi un rosso life style, di buon approccio, ricco di carattere, il primo Pallagrello Nero firmato dall’enologo Maurizio De Simone di cui ci piacciono il Bellone laziale, la Falanghina di Porto di Mola, il Taurasi di Sandro Lonardo, il Fieno di Ponza di Cantine Migliaccio. Gli estimatori di questo enologo non saranno delusi dall’interpretazione del primo Pallagrello della piccola azienda di Paola Riccio, Alepa, in quella via del Baraccone a Caiazzo dove grazie a Manuela Piancastelli e Peppe Mancini iniziò l’avventura dei vitigni autoctoni dell’Alto Casertano. Un rosso fresco, con toni rustici, leggi tannino di carattere e naso con un iniziale cenno di volatile poi svanito, ben abbinato ad un paio di creazioni di Rosanna Marziale, pettole con pomodorini e stracotto di bufala, preparate nella bellissima Tenuta San Bartolomeo in località Cesarano a Caiazzo, proprio vicino l’azienda.
Un esordio ufficiale, insomma, per l’Arga Campania l’associazione di giornalisti specializzati in agricoltura e ambiente presieduta da Geppina Landolfo, e per il Pallagrello Nero e il Pallagrello Bianco di Alepa sotto l’ombrello dell’Assostampa di Caserta diretta da Michele De Simone. La Campania continua a crederci: l’azienda di Paola, una bella proprietà con circa quattro ettari vitati, è l’ennesimo esempio della volontà di investire nella viticoltura. E il Pallagrello si conferma al tempo stesso rosso ruspante ma generoso a tavola, adatto alle tavole imbandite dalla sapienza contadina meridionale come quelle, pensate e concettuali, di Rosanna.


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