
ESTERINA – Nuova Cucina di Mare
Via Aurelia Sud 25, Civitavecchia
Tel. 0766 036296
Aperto: a pranzo e a cena (per l’aperitivo in terrazza dalle 17:00)
Chiuso: lunedì
Conto medio sui 70 euro.
di Virginia Di Falco
Capitata per caso a Civitavecchia, città più di porto che di pesca, ho deciso di provare un ristorante di mare dalla (ri)apertura recentissima. Posto storico del luogo, intestato alla cuoca-proprietaria Esterina, è stato a lungo il riferimento per il classico pranzo di mare in famiglia. Oggi, completamente ristrutturato con un design che ne ha notevolmente valorizzato la veranda e la terrazza sulle onde, la cucina è stata affidata a una giovane chef abruzzese, Anastasia Paris che ha raccolto un certo successo nel suo ristorantino di Roma, Futura.
Avevo appreso la notizia da un paio di articoli e ho prenotato, nonostante la lettura troppo da ufficio stampa, per i miei gusti.
Parcheggio facile, accoglienza con il sorriso, seduta al tramonto con spettacolo impagabile.
Il menu è essenziale ma con piatti che appaiono subito centrati ed è accompagnato da quello che in sala chiamano il loro “diario di bordo”: il menu del giorno scritto a mano, a seconda del pescato.
Impossibile resistere, per me, al richiamo della minestra di pesce alla civitavecchiese (in carta, a 20 euro), che per l’idea del recupero con la pasta lunga spezzata ricorda quella di Romolo ad Anzio. Ogni porto ha la sua ricetta, qui si mantengono i ‘capellini’ della tradizione, ma con una attualizzazione nella presentazione che prevede anche il crudo. Sapore bello intenso e appagante. Buono anche l’altro primo provato, tagliolini alle cozze con curry rosso, forse però con l’equilibrio complessivo da rivedere perché il dolce delle spezie rischia di mortificare la sapidità marina.
Il ripieno a base di tentacoli e di pane dei calamari imbottiti tende a ricordare sapori di una volta, senza rinunciare a un tocco personale e moderno. Indovinato e fresco l’abbinamento della ricciola maturata con pesche e mandorle amare.
Qui si lavora infatti oltre che su marinature, affumicature e crudi, anche sulla stagionatura dei pesci locali, come ci mostrano in bella vista all’inizio della cena (l’antipasto dei maturati per 2 costa 45 euro).
L’impressione generale è di una cucina ben impostata e costruita insieme ad un apprezzabile livello di veracità; senza puntare a esperimenti scomposti, consapevole di una materia prima che deve essere solo valorizzata da una mano tecnica e non mortificata. «E’ il Mar Tirreno che ce lo chiede», verrebbe da dire.
Infine, ultime note sul servizio: molto attento e sorridente ma che per professionalità si divide tra chi ha evidente esperienza e chi soffre un po’ del rodaggio. Ma siamo davvero agli inizi, ci sta.
Lista dei vini vivace e dai ricarichi che invitano al brindisi in più, mentre l’unico appunto davvero negativo è sul cestino del pane che accompagna una piccola degustazione di extravergine e burro (entrambi molto buoni): da rivedere assolutamente.
Affidiamo la chiusura dolce di una cena piacevolissima al dessert che la chef insieme alla sua collega, Chiara Pannozzo, ha dedicato alle donne di Civitavecchia che aspettavano il ritorno dei loro uomini al porto, ‘Risacca’, a base di caffè e sambuca. Evocativo, mi viene da dire. Sarebbe piaciuto a Simenon.
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