Serata al ristorante Tintobrace di Sapri: specialità lucane e degustazione dei vini dell’azienda Eleano

Pubblicato in: Eventi da raccontare

di Enrico Malgi

Gran soirée presso il ristorante Tintobrace, dei poliedrici titolari Angelo Accardi e Daniele Congiusti, che strizza l’occhio compiaciuto allo splendido mare di Sapri proprio di fronte. Happening dedicato ai magnifici prodotti enogastronomici della Basilicata, saliti sul podio insieme ai bravi elementi di un’appassionata Jazz  band che ha allietato la serata. Ha presenziato un numeroso pubblico delle grandi occasioni, attento e molto interessato all’evento. Locale accogliente e ben arredato, con una struttura moderna e raffinata, vivide luci di occhi indagatori che scendono giù dal soffitto come stalattiti, atmosfera rilassante ed informale, gioventù allegra, chiacchiericcia e spensierata. Perfetta e puntuale l’organizzazione, sotto la supervisione del “sindaco ad honorem” di Sapri Enzo Crivella. E poi le squisite e speciali pietanze che hanno duettato in perfetta simbiosi con i vini dell’azienda Eleano di Rionero in Vulture, qui rappresentata da Alfredo Cordisco, uno dei due proprietari, e dalla sua collaboratrice Rosaria Nigro.

S’incomincia con un ricco antipasto composto da pecorino in gelatina di Aglianico; ricottina in gelatina di Moscato; e prelibati salumi del Pollino. Per accompagnamento è stata servita la Malvasia Fedra.

Un vino profondamente aromatico e dagli spiccati ed intriganti umori floreali. In sottofondo sono emersi anche delicati profumi di erbe aromatiche e di frutta. Sul palato ha una buona timbrica minerale, è sapido ed avvolgente. Accostamento non propriamente ideale, perché con gli affettati sarebbe stato meglio servire un vino bianco non così aromatico, ma comunque ci può stare.

Per primo piatto vengono proposte le tappe (speciale tipo di pasta lucana) con fagioli freschi di Rotonda Dop e guanciale tostato dei Monti Lepini (piccola scorribanda in territorio laziale), servito insieme all’Aglianico del Vulture Teseo 2010. Qui, invece, la combinazione è quasi perfetta. I sapori giustamente sapidi dei legumi e del guanciale si sposano bene con l’Aglianico base della Casa, che si dimostra fresco, di pronta beva, poco tannico e gradevolmente fruttato.

Ancora un primo piatto: eliconi al pesto di melanzane violette e grana, a braccetto con l’Aglianico Dioniso 2008, altro vino morbido, fruttato e floreale, che ha sperimentato l’uso del legno in tono minore. Mantiene comunque un proprio definito profilo, ricco di gradevoli sensazioni palatali.

E’ ottimamente strutturato, caldo, equilibrato, suadente e incline ad una lunga conservazione nel tempo, per la sua elevata acidità, alcolicità e glicerina che si manifestano nel bicchiere sotto forma di lente e copiose “lacrime”. Anche qui mi pare che l’abbinamento sia perfettamente riuscito.

Per il primo dei secondi piatti ecco arrivare il must della serata: tagliata di maialino nero lucano e bucce di patate in compagnia dell’Aglianico Eleano 2007, il top aziendale. La carne è tenera, gustosa e cotta a puntino. Il vino è superlativo e si sposa alla perfezione col cibo.

Il vitigno è stato allevato a oltre 600 metri su un terreno palesemente sulfureo e ricco di minerali. Il vino che se ne ricava, poi, ha sostato un anno in acciaio, due anni in botti di rovere grandi e poi è stato affinato ancora per un lungo periodo in bottiglia. Il risultato di tutto questo è un nettare ottimamente strutturato, complesso, tannicamente già quasi smorzato, mineralizzato e vanigliato. L’elevata escursione termica cui è stato sottoposto il vitigno dona a questo vino una beva fresca per l’ottima acidità di partenza, profumi a go-go di frutta rossa piccola e grande e una gradevole persistenza aromatica. In conclusione, si tratta di un vino incomparabile e dalle inesplorate potenzialità di longevità.

Altro secondo piatto è il cuore di filetto di manzo al ristretto di Aglianico e finocchietto all’insalata in abbinamento allo stesso Eleano 2007.


Anche qui nulla da obiettare, perché l’accostamento si rivela azzeccato. Il filetto, poi, è tenero e prelibato, frutto di una riuscita e lenta cottura. Brava la cuoca in incognito!

La cena finisce con due dessert: una squisita sbriciolata e, soprattutto, il superbo ed insuperabile gelato al Moscato del maestro Enzo Crivella, che ha ricevuto, ovviamente, la convinta e giusta approvazione da parte di tutti i commensali. In abbinamento abbiamo degustato il Moscato Ambra, da uve surmature. Vino classico territoriale, primariamente aromatico. Nuances di canditi, frutta secca, miele, pasta di mandorle e frutta esotica. Gusto penetrante e pervasivo che arrotonda il palato e lo mantiene bello elastico.

Del gelato di Enzo cosa dire: ha maradoneggiato, è stato il quid in più, la ciliegina sulla torta, la primadonna del teatro. Insomma, ha voluto prendersi la scena finale tutta per sé per l’esibizione terminale di una serata meravigliosa e gaudente. Bella gente, ottima compagnia, cibo eccezionale, vini straordinari, location perfetta, padroni di casa ospitali e gentili, personale preparato e premuroso e grande performance musicale. Alla prossima!

 

Azienda Vitivinicola Eleano

Contrada Piazzolla – Rionero in Vulture (PZ)

Tel. 0972 722273 – www.eleano.it

 

Ristorante Tintobrace

Corso Italia, 19/20 – Sapri (SA)

Tel. 0973 392490

 


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