
di Antonella Amodio
Casavecchia e Pallagrello en primeur. Possiamo dirlo senza esitazioni: buona la prima!
L’Anteprima 2026 dedicata ai vitigni Casavecchia e Pallagrello ha centrato l’obiettivo. L’evento si è svolto in una cornice di grande valore storico e simbolico: l’Archivio di Stato della Reggia di Caserta, luogo che meglio di altri racconta il legame profondo tra questi vini e il territorio. L’iniziativa, organizzata dalla Strada del Vino Casavecchia e guidata dal presidente Andrea Granito, è stata riservata a un panel selezionato di degustatori ed enologi, chiamati a confrontarsi in sessioni di degustazione alla cieca dedicate alla valutazione delle annate più recenti.
Uno strumento di lettura importante, un’anteprima territoriale ben riuscita, che ci auguriamo possa diventare un faro per tutte le manifestazioni future. Le degustazioni, condotte da AIS Caserta, hanno offerto una analisi tecnica puntuale, utile a definire lo stato di evoluzione delle denominazioni e a inserirle in un contesto territoriale e storico ben preciso. Un momento di confronto autentico tra produttori, enologi e stampa specializzata, che ha acceso i riflettori su vitigni autoctoni capaci di conquistare critica e appassionati.
L’Anteprima ha restituito un quadro chiaro della rinascita dei vini legati alla Reggia di Caserta e alla storia borbonica, raccontando l’unicità delle colline che si estendono oltre il fiume Volturno, oggi sempre più al centro dell’interesse enologico regionale e nazionale. Caiazzo, Ruviano, Castel Campagnano, Piana di Monte Verna, Liberi, Castel di Sasso, Pontelatone e Formicola: sono questi gli otto comuni che rappresentano il cuore produttivo della DOC Casavecchia, ciascuno con suoli, microclimi, scelte agronomiche e visioni produttive differenti. Un mosaico complesso e articolato, inserito all’interno della IGT Terre del Volturno, area molto più ampia che abbraccia circa 80 comuni, dall’Agro Aversano fino a Piedimonte Matese, confermando la centralità di questo asse territoriale nella viticoltura campana.
Le aziende partecipanti
Hanno aderito ad Anteprima 2026 le seguenti aziende:
Alois – Canestrini – Domus Vinaria – Elysium (già Cantine Rao) – Catrame – Civittolo – I Vignai del Casavecchia – Il Verro – Le Fontanelle – Le Ghiandaie – Masseria Piccirillo – Sagliocco – Scaramuzzo – Sclavia – Tenuta Pezzapane – Teresa Mincione – Vestini Campagnano – Poderi Foglia.
Lo stato dei lavori: considerazioni sulle annate
Pallagrello Bianco 2024 e 2023
L’annata 2024 si presenta giovane, improntata a snellezza e tensione, frutto di un lavoro in vigna che ha anticipato la vendemmia per preservare la sanità del frutto e, in parte, l’acidità.
La 2023, invece, mostra maggiore pienezza e profondità, dimostrando come un anno in più di bottiglia – anche in un millesimo non ideale dal punto di vista climatico – possa incidere positivamente sulla percezione del vino, amplificando profumi e sapori e ristabilendo l’armonia complessiva.
Pallagrello Nero 2024 e 2022
La 2024 esprime una fase di piena gioventù, con caratteristiche ancora parzialmente inespresse e un tannino ben definito ma ancora presente.
La 2022 racconta con maggiore chiarezza l’identità del vitigno: un vino snello, equilibrato, di grande bevibilità e spiccata vocazione gastronomica.
Casavecchia di Pontelatone 2024 e 2022
Il Casavecchia conferma una lettura condivisa tra i produttori.
La 2024 evidenzia una naturale gioventù, ma si muove con maggiore sicurezza sul piano produttivo, risultando ben centrata nelle lavorazioni e coerente nello stile.
La 2022, sui campioni degustati, ha mostrato solo in minima parte leggere note fuori dal coro; nel complesso restituisce l’immagine di un vino che segue un intento comune e una direzione stilistica sempre più definita, confermando la forte vocazione all’invecchiamento.
Considerazioni finali
Il risultato è una fotografia articolata e limpida delle annate degustate di Pallagrello Bianco, Pallagrello Nero e Casavecchia, che restituisce con chiarezza lo stato di salute di un territorio in piena maturità espressiva, consapevole dei propri mezzi e sempre più riconoscibile nel panorama vitivinicolo campano.
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