
Trent’anni e uno stato di salute che pochi concorsi internazionali possono oggi vantare. Il Michelangelo International Wine & Spirits Awards, il più importante concorso enologico del Sudafrica e tra i principali del continente africano, continua infatti a crescere nel numero di campioni iscritti. Un risultato che trova spiegazione in una filosofia sempre più orientata a generare un ritorno concreto per le aziende premiate, trasformando il riconoscimento in un vero strumento di valorizzazione commerciale.
L’edizione 2026, che celebra il trentesimo anniversario della manifestazione, conferma questa visione strategica rafforzando ulteriormente le collaborazioni di valorizzazione sul mercato dei vini insigniti delle medaglie. Emblematica la partnership con Southern Sun, principale gruppo alberghiero dell’Africa australe e hospitality partner del concorso, che identifica nelle proprie carte dei vini le etichette premiate con la caratteristica “M” del Michelangelo, offrendo così agli ospiti un’immediata informazione. Una sinergia che dimostra come oggi un concorso debba andare oltre la semplice assegnazione di una medaglia, accompagnando concretamente i produttori nella promozione dei propri vini.
In questo scenario si è svolta la tradizionale serata internazionale, momento dedicato alla presentazione di vini provenienti da diversi Paesi alla giuria internazionale.
Tra i protagonisti anche 100 Best Italian Rosé, la guida dedicata ai migliori rosati fermi italiani e dei territori di confine. Invitata come giudice internazionale, la co-curatrice Chiara Giorleo ha presentato il progetto, raccontando un percorso di sette anni nato per valorizzare una categoria in continua crescita, promuovere le eccellenze italiane in rosa e contribuire a superare i pregiudizi che ancora accompagnano il vino in rosa.
La presenza di 100 Best Italian Rosé in Sudafrica rappresenta un’ulteriore tappa del percorso di promozione internazionale della guida, che non si esaurisce con la pubblicazione annuale della classifica. Nel corso dell’anno, infatti, la guida partecipa e organizza degustazioni, masterclass ed eventi, portando all’attenzione di stampa, operatori e professionisti una selezione di vini che ruota di volta in volta tra stili, territori e posizionamenti in classifica. L’obiettivo è raccontare la straordinaria varietà dei rosati italiani e dei territori di confine, offrendo visibilità a un numero sempre più ampio di produttori e interpretazioni della categoria.
Un’iniziativa che ha suscitato l’interesse di numerosi componenti della giuria internazionale, dai Master of Wine ai degustatori provenienti da Portogallo, Svizzera e altri Paesi – oltre che locali -, incuriositi dall’approccio fortemente specialistico della guida e desiderosi di approfondirne metodologia e obiettivi.
A rappresentare questa tappa internazionale è stato il Pinot Noir Rosé Fallwind 2025 della Cantina San Michele Appiano, uno dei vini protagonisti dell’edizione 2026 della guida che ha scalato velocemente la classifica nelle ultime edizioni.
Il rosato appartiene alla linea Fallwind, che prende il nome dal vento di caduta, elemento naturale che caratterizza il territorio di Appiano contribuendo alla freschezza e all’identità dei vini. Ottenuto da Pinot Nero con il metodo saignée, nasce da vigneti selezionati allevati su depositi morenici e terreni ghiaiosi a contenuto calcareo ed esprime una filosofia produttiva orientata all’equilibrio tra precisione, eleganza e identità territoriale.
Nel calice conquista per un’eleganza mai fine a sé stessa. Ai profumi di lampone si affiancano delicati richiami floreali e una sottile nota rocciosa. Al palato il sorso è succoso e coinvolgente, sostenuto da una tensione che accompagna la beva fino alla chiusura, quando un agrume maturo e una raffinata scia sapida invitano immediatamente al nuovo assaggio.
Un profilo che ha raccolto apprezzamenti da parte di numerosi degustatori presenti che ne hanno sottolineato la capacità di coniugare finezza, precisione e immediatezza espressiva.
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