Sushi? Non solo. Cinque piatti giapponesi da provare almeno una volta nella vita

Pubblicato in: Minima gastronomica
Non solo sushi ecco cinque piatti giapponesi

NON SOLO SUSHI: I 5 PIATTI GIAPPONESI DA PROVARE

di Ugo Marchionne

La cucina giapponese, così come quella italiana, è ricca e meravigliosa perché è varia, piena di influenze, commistioni e tradizioni, sia territoriali che storiche. Al contrario di quanto possano pensare molti di noi occidentali, la cucina del sol levante è molto di più del semplice sushi. Nasconde infatti dei veri e propri tesori, che peraltro, potrebbero sembrarci più familiari di quello che si possa pensare.
Il Giappone ha una cultura gastronomica molto vasta e la sua cucina spazia ad ampio spettro dalle fritture, alle zuppe, dai noodles ai piatti di riso, insomma, c’è ne è per tutti i gusti.La cucina giapponese inoltre non è così limitata come sembra, anzi.
Essa ha differenti livelli di sofisticatezza e complessità.
Si spazia infatti dalla cucina più tradizionale, popolare e povera, fino ad arrivare alla gastronomia Kaiseki ed Edomae, in cui ampio rispetto è dato alla forma, alla presentazione e al gusto dei piatti.
I ristoranti italiani sono soliti servire questo tipo di piatti caldi come scelta ulteriore rispetto al tradizionale sushi o sashimi, varrebbe quindi la pena conoscerli e magari provarli così da avere un’opzione diversa al momento di ordinare.
Quanti di noi, spaventati dal primo assaggio del sushi abbiamo completamente scartato questo tipo di cucina e di esperienza.
Questa lista di cinque declinazioni tipiche della cucina nipponica, offrirà quindi la possibilità di comprenderne la varietà e la cultura, ancora meglio.

1) TEMPURA:

La frittura tradizionale giapponese, croccante e dorata, che di solito può essere di pesce o verdure.
La sua origine si data al XVI secolo, deriva infatti dal contatto con i marinai portoghesi e soprattutto con i missionari gesuiti.
Il suo nome e l’assenza di carne si giustifica dal fatto che i cristiani non mangiavano carne nei “Quattro Tempora”, i quattro giorni di penitenza stabiliti dalla chiesa.
Di solito la Tempura si accompagna con del riso bianco, detto Gohan, e da una salsa dolce, chiamata Ponzu, nella quale si mischia del daikon e dello zenzero.

2) KATSU:

Un altro piatto a noi molto familiare: la cotoletta. E’ solitamente di carne, pollo, manzo o più frequentemente maiale.
Compatta e non troppo spessa questa “cotoletta” di solito viene servita accompagnata da curry, riso bianco e insalata di cavolo bianco. Spesso però essa è abbinata all’uovo e ad una ciotola di riso da sushi, nel cosiddetto KATSU-DON, in cui tutti gli ingredienti vengono serviti insieme.
È quasi una sorta di comfort food per i giapponesi, che sono soliti abbinarla a della birra bionda molto leggera.

3) KARAGE:

La versione giapponese del pollo fritto. Se gli americani hanno KFC, il Kentucky Fried Chicken, i nipponici hanno il Karage Fried Chicken.
Questa versione è però limitata solo a dei bocconcini di petto o sovraccoscia di pollo, impanati nella farina di riso e fritti in olio caldissimo. Un piatto giovane e di tendenza, che spesso per la sua natura viene abbinato alla maionese o a salse non proprio “tipiche” ed “autoctone”.

4) NOODLES:

Gli spaghetti asiatici rappresentano una categoria vastissima nel repertorio culinario di Tokyo e di Osaka, se ne contano oltre 350 varianti regionali diverse, anche per singole aggiunte o modifiche.
Spaziano dal Ramen, alla Soba, dagli Udon, allo Tsukemen.
Ciò che varia, oltre agli abbinamenti, è la fattura degli spaghetti che possono essere di riso, di soia, di grano tenero ed acqua o di grano saraceno.
Piatto saziante e corroborante di solito viene servito in brodo come nel caso del Ramen, oppure può essere mangiato anche freddo come la Soba o gli Udon, con la zuppa servita separatamente, nella quale ravvivare gli spaghetti ed esaltarne la grana ed il sapore. Gli Udon freddi di solito vengono abbinati alla Tempura, come carboidrato di accompagnamento.

5) GYOZA:

La versione giapponese dei ravioli o dei “dumplings”. Sono uno snack da bar, gli Izakaya, popolarissimo, serviti piastrati o bolliti in acqua, possono avere essenzialmente ripieni diversi che spaziano dalla carne, al pesce (solitamente gamberi), fino alle verdure. Sono uno di quei cibi che non smetteresti mai di mangiare poiché come le ciliegie, uno tira l’altro.
Scelta quindi ideale per noi occidentali sempre scettici e titubanti.

Non si vive quindi di solo sushi in Giappone, oltre ai rolls e ai nigiri c’è molto di più da scoprire e gustare, non resta quindi che provare sempre qualcosa di nuovo e diverso che soddisfi il nostro palato. OISHII!


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