Tenuta di Arceno: il Chianti Classico dai micro-cru

Pubblicato in: I vini da non perdere

Tenuta di Arceno, Castelnuovo Berardenga (SI)

Loc. Arceno, 53010 San Gusmè

Telefono: 0577 359346

www.tenutadiarceno.com

info@tenutadiarceno.com

di Antonella Amodio

A Castelnuovo Berardenga, nel versante più meridionale della denominazione, Tenuta di Arceno ha costruito la propria identità su un lungo percorso di ricerca agronomica e conoscenza del vigneto, sviluppando una filosofia produttiva fondata sulla valorizzazione delle singole parcelle. Una storia che affonda le radici in oltre dodici secoli di vicende legate alla terra e che trova una nuova fase nel 1994, quando la proprietà viene acquisita dall’imprenditore americano Jess Jackson e dalla moglie Barbara Banke, fondatori di Jackson Family Wines. L’ingresso nel gruppo internazionale permette alla tenuta di avviare un progetto di lungo periodo: comprendere ogni porzione del territorio per tradurla in vini capaci di esprimere identità e precisione. La svolta arriva nel 1997 con l’arrivo di Pierre Seillan, vigneron francese con una lunga esperienza nelle grandi aree vitivinicole internazionali. Il suo approccio porta a una nuova lettura del vigneto, basata sull’osservazione dettagliata di ogni appezzamento e sulla convinzione che ogni porzione di terra possa offrire una propria espressione.

La filosofia del micro-cru

A Tenuta di Arceno il concetto di micro-cru rappresenta un metodo di interpretazione del vigneto costruito attraverso anni di studi e osservazioni. Non una semplice suddivisione degli appezzamenti, ma un sistema di gestione che considera ogni parcella come un ambiente autonomo, caratterizzato da specifiche condizioni pedoclimatiche. I 112 ettari vitati (più 50 ettari di uliveti) sono suddivisi in 63 parcelle, differenti per composizione del suolo, esposizione, altitudine, ventilazione, disponibilità idrica e risposta vegetativa delle piante. Ogni blocco viene seguito singolarmente durante tutto il ciclo produttivo, con pratiche agronomiche calibrate sulle sue caratteristiche. La vendemmia avviene separatamente per ciascuna parcella e le uve vengono vinificate in piccoli lotti, così da preservare le peculiarità di ogni vigneto. L’assemblaggio finale nasce soltanto dopo un’attenta valutazione delle singole componenti, con l’obiettivo di costruire vini equilibrati e rappresentativi dell’annata e della tenuta. Un lavoro che consente di valorizzare una complessità difficilmente leggibile attraverso una gestione uniforme della superficie vitata.

Un mosaico di suoli nel Chianti Classico

La tenuta si estende su oltre mille ettari, di cui 112 destinati alla viticoltura, con vigneti collocati tra i 300 e i 600 metri di altitudine. Una posizione che beneficia della varietà paesaggistica e climatica tipica del territorio di Castelnuovo Berardenga. La composizione dei terreni è estremamente articolata: accanto al galestro, presente in diverse aree della proprietà, si incontrano scisti, basalti, argille rosse e blu, terreni di medio impasto e antichi depositi di origine fluviale. A questa diversità geologica si aggiungono differenti esposizioni e microclimi, elementi che contribuiscono a creare condizioni diverse di maturazione delle uve e a determinare sfumature distintive nei vini. Il risultato è una lettura del Sangiovese non come espressione unica e uniforme, ma come un mosaico di interpretazioni legate alle caratteristiche delle singole parcelle.

La continuità del progetto agronomico ed enologico

La filosofia avviata da Pierre Seillan è oggi portata avanti da Lawrence Cronin, enologo della tenuta da oltre vent’anni, insieme all’agronomo Michele Pezzicoli, responsabile dei vigneti dal 1995. La gestione della vigna rimane il punto centrale del progetto: attenzione alle rese, raccolta manuale, selezione delle uve e vinificazioni separate sono gli strumenti attraverso cui l’azienda cerca di preservare l’identità di ogni appezzamento. Un percorso che guarda al futuro senza perdere il legame con la filosofia originaria della famiglia Jackson. Come sottolinea Chris Jackson: “Il nostro obiettivo è continuare a migliorare, mantenendo i nostri vini sempre coerenti con la filosofia della mia famiglia e con il carattere della tenuta”.

La doppia anima di Tenuta di Arceno

Il Sangiovese rappresenta il cuore della produzione e interpreta il carattere del Chianti Classico attraverso vini basati su freschezza, eleganza e precisione tannica. Accanto al vitigno simbolo della Toscana convivono Cabernet Franc, Merlot e Cabernet Sauvignon, varietà internazionali coltivate nelle parcelle che nel tempo hanno dimostrato una particolare vocazione. Una scelta che ha dato origine alla linea dei Toscana IGT, dove la ricerca sul territorio dialoga con una visione produttiva più ampia.

I vini di Tenuta di Arceno

La produzione comprende i Chianti Classico DOCG nelle versioni Annata, Riserva e Gran Selezione, con Strada al Sasso da Sangiovese in purezza e Campolupi da Sangiovese con una piccola percentuale di Colorino.

A questi si affiancano i Toscana IGT: Il Fauno di Arcanum, Valadorna, Rosambra e Arcanum, espressioni che raccontano la vocazione delle diverse varietà coltivate nella tenuta. Ogni vino nasce dall’assemblaggio dei singoli micro-cru, selezionati in funzione dell’annata e dello stile ricercato, con l’obiettivo di restituire nel calice la complessità del territorio.

Le ultime annate degustate

Tra gli ultimi assaggi, quattro vini raccontano altrettante sfaccettature della filosofia aziendale: dal Sangiovese della Gran Selezione alla precisione del Cabernet Franc, fino all’eleganza del Merlot e alla nuova interpretazione del rosato.

Strada al Sasso Chianti Classico Gran Selezione 2021

Sangiovese in purezza proveniente dalle parcelle più vocate della tenuta. Al naso mostra un profilo elegante, con richiami di ciliegia, viola, scorza d’arancia e leggere sfumature speziate. Il sorso è verticale e preciso, sostenuto da una trama tannica fine e da una freschezza che accompagna la progressione gustativa. Un vino che punta sull’equilibrio e sulla capacità evolutiva, esprimendo con chiarezza il carattere del Sangiovese di Castelnuovo Berardenga.

Valadorna Toscana IGT Merlot 2019

Nato dalle parcelle dedicate al Merlot, rappresenta una lettura raffinata di questa varietà internazionale. Il profilo aromatico richiama frutti neri maturi, prugna, cacao, tabacco e grafite. In bocca è ampio e armonioso, con tannini morbidi, struttura importante e una freschezza capace di mantenere dinamica la beva.

Arcanum Toscana IGT Cabernet Franc 2020

È una delle espressioni più rappresentative della filosofia del micro-cru. Cabernet Franc in purezza. Il bouquet richiama piccoli frutti neri, violetta, pepe, note balsamiche e
sfumature marine. Al palato mostra profondità, equilibrio e una trama tannica raffinata, con una persistenza che lascia intuire una lunga capacità evolutiva.

Rosambra Toscana Rosato IGT 2025

La nuova interpretazione della tenuta nasce da due parcelle selezionate di Sangiovese, individuate per la loro particolare vocazione alla produzione di un rosato di carattere. Il profilo olfattivo richiama melograno, piccoli frutti rossi, agrumi e delicate note floreali. Il sorso è fresco, sapido e dinamico, con una chiusura elegante che conferma come la ricerca sulle singole parcelle possa trovare espressione anche in una tipologia più immediata.

Una ricerca che continua

A oltre trent’anni dall’ingresso della famiglia Jackson e dopo quasi tre decenni di studio del vigneto, Tenuta di Arceno continua a sviluppare un progetto basato sulla conoscenza del territorio e sulla precisione produttiva. La sua identità nasce dall’incontro tra una terra complessa, una visione internazionale e un metodo di lavoro costruito nel tempo: un percorso in cui il Chianti Classico viene interpretato attraverso i micro-cru, trasformando la diversità del vigneto in ricchezza organolettica.

 


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