Terre del Principe, ogni domenica a tavola tra vigneti e la cucina di Maurizio Piancastelli

Pubblicato in: Gli agriturismi più belli

di Phyllis De Stavola

Profumi, sapori e consistenze dei piatti dello chef esaltati dall’abbinamento dei vini da Pallagrello e Casavecchia di Terre del Principe

Come avviene tra le persone, ci sono luoghi che emozionano e di cui ci s’innamora a prima vista e verso i quali ci si dirige e si ritorna con piacere. Tra questi si annovera la zona collinare di Castel Campagnano, nel casertano, dove è ubicata l’Azienda Agricola Terre del Principe. Azienda vitivinicola fondata nel 2003 da Peppe Mancini, Bed & Wine dal 2009 e dal 2011 anche Agriturismo d’autore. Il paesaggio è affascinante quanto quello toscano tanto prepotentemente entrato nell’immaginario collettivo spingendo a recarvisi da ogni parte del mondo. Vi si schiude una Campania slow in cui respirare l’aria di luoghi tanto ameni, spesso coniugando il respiro alla vista della bellezza naturale di luoghi d’interesse paesaggistico alla cultura con visite a siti storici ed al gusto con i wine tour e i menu degustazione di piatti tipici del territorio ai quali i vini sono proposti in abbinamento. La Campania dunque sta divenendo una Toscana del Sud, con il turismo che dalla costiera amalfitana si dirige sempre più verso percorsi dell’entroterra da scoprire, respirare e degustare. 

 

Manuela Piancastelli, che gestisce l’agriturismo al fianco di Peppe Mancini, spiega che accoglienza significa per loro ricevere le persone con piacere, raccontare loro il territorio e i suoi prodotti. Si tratta di un’ospitalità semplice che fa sentire gli ospiti del Bed & Wine a casa propria. I racconti di vino con wine tour nei vigneti e visite alla cantina storica risalente al X secolo nel centro storico di Castel Campagnano li fa diventare ‘Ambasciatori’ del vino nel mondo e questa è migliore forma di pubblicità auspicabile. Manuela inoltre coadiuva gli ospiti ad organizzare il loro soggiorno, concorrendo a renderlo indimenticabile.

 

 

 

Il B&B è entrato nella Guida Verde Michelin dei B&B e Agriturismo 2010, ha ricevuto il premio Stanze Italiane 2012, e l’Attestato di Eccellenza 2011 da Trip Advisor sul cui sito è classificato 1° B&B su 13 in provincia di Caserta la 9a struttura consigliata di B&B in Campania. Ad oggi conta 84 recensioni dei viaggiatori italiani e stranieri che scrivono di un ‘incantevole soggiorno’, oltre che di best buy’ in un ‘ambiente idilliaco, di ‘accoglienza, disponibilità, ospitalità’, di eleganza e cultura, di perfect place.

 

Il 90% del pubblico è straniero proveniente in particolare dagli Stati Uniti d’America e dal Nord Europa. L’unica forma di comunicazione praticata è il vino stesso esportato in oltre 20 paesi che induce a consultare il sito dell’azienda da cui si scoprono la suite ‘Pallagrello’ e la camera matrimoniale ‘Casavecchia’ per un totale di sei posti letto. Molto apprezzata risulta nelle recensioni anche la colazione durante la quale vengono proposte le marmellate fatte in casa da frutta e da altri prodotti dell’agriturismo e dell’orto di proprietà: prugne, fichi, arance, limoni, pesche, fragoline di bosco della Calabria, peperoncino rosso, zucca napoletana.

 

 

Il B&W diventa così ‘crocevia di destini’ con ospiti provenienti dalla California, dall’Argentina così come da Norvegia, Olanda, Belgio che si raccontano a loro volta spesso spinti a Castel Campagnano da legami lontani o casuali con il territorio che hanno il piacere di condividere. Con la bella esperienza del B&B, Peppe e Manuela decidono di aprire anche a pranzo la domenica su prenotazione.  Il menu classico della ‘Tavola del Principe’ ricomprende: due antipasti freddi, due antipasti caldi in tegamino, una zuppa intermedia, un primo, un secondo con contorno e un dessert.

 

 

 

Lo chef Maurizio Piancastelli, di lunga e comprovata esperienza, già patron de “La Vineria del mare” di Pozzuoli,  fa uscire dalla cucina una sequenza di piatti da lui preparati a base dei prodotti dell’agriturismo e del territorio ed alla quale è proposto in abbinamento il percorso di vini di ‘Terre del Principe’, un percorso enogastronomico nel quale profumi, sapori e consistenze si esaltano a vicenda in abbinamenti per concordanza o per contrapposizione di sapori e secondo la stagionalità e la territorialità.

 

 

 

In ouverture ‘Carciofi ripieni di ricotta, provola e arance con vellutata di arance e latte di bufala’ al quale è proposto in abbinamento il Fontanavigna IGT Terre del Volturno (Pallagrello Bianco). L’abbinamento armonico deriva da una parte dalla spalla acida sostenuta del Fontanavigna, la cui freschezza ben controbilancia la grassezza della ricotta e della provola; dall’altra dalle note di frutta fresca a polpa gialla del Pallagrello bianco che richiamano le arance usate come ingrediente del piatto.

 

 

Segue, nella sinfonia enogastronomica, l’antipasto ‘Finocchi gratinati alle Sèrole cotti in forno con pomodorini d’inverno, olive caiazzane in salamoia, capperi e scarola riccia con sfoglia di pane tostato al forno’, un piatto in cui le sensazioni di grassezza e di dolcezza del burro usato per la cottura dei finocchi è rotta dalle punte di freschezza dei pomodorini e della scarola ed in abbinamento al quale viene proposto il vino Le Sèrole IGT Terre del Volturno (Pallagrello Bianco), vino bianco di grande struttura che presenta al naso note di miele e mela cotogna ed in bocca ha una persistenza di aromi speziati. Il piatto al quale è proposto in abbinamento richiama il profumo del vino, essendo questi stato usato in fase di cottura.

 

 

Dalle note più delicate, il ritmo della sinfonia di colori, sapori e profumi incalza con il terzo antipasto d’autore ‘Tegamino di caciocavallo affumicato con pomodorini, pan grattato e origano’ al quale è abbinato il Roseto del Volturno IGT Terre del Volturno (blend di Pallagrello nero e Casavecchia), vino secco di media struttura che con la sua freschezza e alcolicità smorza la morbidezza del piatto fondendosi con esso in un abbinamento armonico.

La ‘Zuppa di fagioli cannellini, salsiccia di suino nero e arance’ arriva alla Tavola del Principe direttamente nella ‘pignatta’ di terracotta dopo una lenta cottura durata 4-5 ore sulla brace del caminetto. Si tratta di un piatto di media struttura al quale è proposto in abbinamento il Castello delle Femmine IGT Terre del Volturno (Pallagrello nero 50% e Casavecchia 50%), vino da tutto pasto anch’esso di media struttura. Vino dai profumi di confettura fresca, di media freschezza e alcolicità, ideale per le zuppe e che ben si accompagna agli ingredienti del piatto: i fagioli cotti solo con gli aromi, la salsiccia (grassa) cotta separatamente e le arance (ricche di acido citrico).

Il primo piatto d’autore, gli Ziti alla genovese è un piatto di tendenza dolce che richiede in abbinamento un vino fresco e dai tannini presenti ma non accentuati qual è il Centomoggia IGT Terre del Volturno (Casavecchia), vino caratterizzato da tannicità presente ma elegante.

La Locena di suino nero con fichi secchi, rosmarino e salsa di formaggio conciato romano è un piatto strutturato, in cui l’intensità del formaggio ‘conciato romano’ di Le Campestre è smorzato dalla dolcezza dei fichi secchi al quale è proposto l’Ambruco IGT Terre del Volturno (Pallagrello nero), che con l’eleganza dei suoi tannini setosi smorza la rusticità del conciato romano. Vino ‘maschile’ di corpo, struttura e personalità che con la sua freschezza e tannicità non allappante mette d’accordo la sequenza di sapori e sensazioni tattili  in contrasto del piatto, dall’untuosità all’aromaticità.

Il Brasato di manzo al Vigna Piancastelli è il secondo piatto d’autore al quale è proposto in abbinamento lo stesso vino che in esso apporta i suoi sentori di caramello, chiodi di garofano e spezie, il Vigna Piancastelli IGT Terre del Volturno (Casavecchia e Pallagrello). È vinificato con una piccola quantità di uve di Pallagrello nero sovramaturate sulla pianta concorrendo ad apportare profumi di frutti rossi di sottobosco e note di spezie, oltre che morbidezza e struttura. Vino dalla lunga persistenza gusto-olfattiva. Un anno in barrique e due in bottiglia, prodotto nelle sole annate migliori (il 2006, infatti, non è stato messo in commercio). D’autore sono anche le etichette della bottiglia, disegnate ogni anno da un diverso artista. Quest’anno uscirà la vendemmia 2009 con l’etichetta disegnata da Danilo Ambrosino.

Il Sasso di Riccardo Passito di Casavecchia è proposto in un abbinamento armonico con il formaggio presidio Slow Food ‘Conciato romano’ dell’azienda agricola Le Campestre. L’uva Casavecchia destinata alle sole 300 bottiglie annue di Passito proviene da una ‘vignarella’ di Castel di Sasso, un piccolo vigneto di proprietà donata al nipotino Riccardo, da cui il nome. In comune, il Passito e il formaggio ‘Conciato romano’ hanno il territorio di produzione: Castel di Sasso e la rusticità che li contraddistingue. Il passito con un titolo alcolometrico di 13° + 2° non ha un residuo zuccherino molto elevato, presenta una buona tannicità e acidità. Si tratta di un matrimonio di territorialità ben riuscito che rispecchia il rapporto d’amore createsi tra la famiglia Mancini-Piancastelli e la famiglia Lombardi. Il passito con la sua morbidezza potrebbe rappresentare la componente femminile che smorza in bocca le spigolature maschili e le punte esasperate del formaggio e che ben riesce a sostenerne la forte personalità gusto-olfattiva, difficile da approcciare.  Il matrimonio perfetto è rimarcato dalla confezione di legno destinata alla vendita che contiene l’elegante bottiglia di grappa e un orcio di terracotta con tre pezzi di conciato romano.

La Grappa, prodotto in 1.000 bottiglie annue da vinacce di Pallagrello nero dal mastro grappaiolo Giuseppe Amato in san Giuseppe Vesuviano, con i suoi profumi di frutta matura e miele e il rapporto equilibrato tra alcolicità e morbidezza e la lunga persistenza aromatica è proposto in abbinamento al dessert ‘Chiacchiere con sanguinaccio di cioccolato fondente ricoperte di pepite di cioccolato’.

I vini Terre del Principe hanno ricevuto numerosi riconoscimenti da parte delle autorevoli guide AIS Bibenda, Vinibuoni d’Italia, I vini di Veronelli, I vini d’Italia di L’Espresso, il Gambero Rosso. Per citarne uno il Vigna Piancastelli  2007 ha ottenuto il 5 grappoli della Guida AIS Duemila vini 2011 (e nel 2012) ed un punteggio attribuito dal Wine Advocate di Robert Parker di 93/100. Gli studi e le ricerche dell’enologo Prof. Luigi Moio hanno certamente concorso a portare i piccoli grandi vini da Pallagrello bianco, Pallagrello nero e Casavecchia di Terre del Principe all’attenzione internazionale.

La rivista Decanter già nel 2011 classificava la Campania tra Italy’s 10 top regions e nel commentare la classifica dei vini italiani, ricordava che già un decennio prima gli esperti sostenevano che i vini campani sarebbero divenuti tra i vini più sexy del pianeta. Il decennio è trascorso e sebbene ‘sexy’ (sensuale) non sia l’unico l’aggettivo che meglio li descrive, bisogna ammettere che ‘seductive’ ovvero ‘seducenti’ senz’altro lo sono diventati. In cima alla classifica dei vini rossi del Sud Italia, il wine magazine poneva l’Ambruco IGT Terre del Volturno Campania 2008 di Terre del Principe con il riconoscimento di ‘5 star wine’ ed un punteggio attribuito di 18.8/20, seguito subito dopo da un altro vino rosso casertano da Pallagrello nero  IGT Terre del Volturno Campania 2007 di Vestini Campagnano con un punteggio di 18.5/20.

I vini del sud dell’Italia, della Campania in particolare e della provincia di Caserta nello specifico diventano seducenti attirando l’attenzione del mondo. Il loro potere di seduzione, non derivante da ostentazione o eccentricità, è riconducibile piuttosto alla naturalezza di carattere e personalità nonché alla loro unicità.

Azienda Agricola Terre del Principe Srl
Via SP SS Giovanni e Paolo, 30

Castel Campagnano (CE)
Tel. 0823 827126
www.terredelprincipe.com
Apertura La Tavola del Principe: tutte le domeniche  e in settimana su prenotazione
Costo menu classico a persona: € 35,00 (vino escluso)
Bed & Wine (con colazione)
Camera matrimoniale ‘Casavecchia’ € 80,00
Suite ‘Pallagrello’ € 100,00


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