Top Ten: dieci Greco di Tufo 2011 sulla cucina di dicembre

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Eh, voi pensate che  dicembre sia il mese del rosso. Sbagliato, come del resto ben sanno le maison di Champagne che si giocano quasi tutto in Italia proprio in questo periodo. E del resto, se fosse davvero così non ci sarebbe crisi di vini strutturati sul mercato italiano.
In realtà questo mese in cui finalmente ci si può accoltellare in santa pace in famiglia è il mese del bianco. Per me è il periodo in cui scolo più Greco di Tufo perché nessun vino come questo bicchiere operaio irpino è capace di far fronte ai robusti piatti di magro: acido, di corpo, lungo, in realtà un rosso travestito. Dalla sboccatura della colatura di alici al cenone della Vigilia il GRECO DI TUFO è OBBLIGATORIO.
Ecco allora i miei preferiti del momento sul millesimo 2001

I DURI E PURI

Greco di Tufo 2011 Bambinuto

La rivelazione dell’anno, mai Antonio Pesce era riuscito a centrare questo vino in modo così sublime e perfetto. Mineralità sparata senza se e senza ma, freschissimo, dissetante. Altro che cucina di mare, potrebbe affrontare anche un bue brasato nell’Aglianico senza alcun problema.

 

Vigna Cicogna 2011 Benito Ferrara

 

Non è certo una novità per gli appassionati. Gabriella sta al Greco come Clelia al Fiano e Antonio Caggiano o Molettieri al Taurasi. Sono loro che hanno dato visiblità artigianale al tridente irpino. Buno il base, ma il Vigna Cicogna nuota con le pinne rispetto all’altro, è tutto di più, ma in perfetto equilibrio.

Greco di Tufo 2011 Vadiaperti

 

I vini di Raffaele Troisi sono sale ghiacciato, i meno mediatici e i più appassionanti per chi cerca un vino bianco capace di stare a tavola e di lavorare sodo. Da soli sono difficili e necessitano un palato allenato, insieme a piatti strutturati sono di facile compagnia. Proprio come lui:-)

ELEGANTI

Greco di Tufo 2011 Pietracupa

Le bottiglie di Sabino Loffredo stanno nello giusto mezzo tra Villa Diamante e Vadiaperti, ma non in posizione di rendita. Si tratta cioé di un centro propositivo in cui la mineralità è ben corredata dal frutto sicché nelle batterie di degustazione escono alla grande, ma piacciono anche ai semplici appassionati. Il 2011 conferma la vena autentica di questo bravissimo artigiano del vino.

 

Greco di Tufo 2001 Donnachiara

Un piano sotto c’è il bianco di Angelo Valentino che per questo vitigno ha sempre avuto la mano fortunata. Il Bianco di Ilaria è leggermente spostato verso il frutto, ma assolutamente secco e piacevole al palato, ricco di struttura, in degustazione coperta esce sempre molto bene sin dalla prima edizione.

Cutizzi 2011 Feudi di San Gregorio

La mano di Sirch si sente eccome sui bianchi dei Feudi. Lo abbiamo detto dapprima in solitario, ora per fortuna c’è il coro, del resto il Cutizzi parla da se e ha finito per imporsi in modo definito. Freschezza, velocità, ottimo equilibrio. Certamente il più immediato dei tre, ma assolutamente non banale.


TRADIZIONALI

Novaserra 2011 Mastroberardino

Massimo Di Renzo prosegue la tradizione non strillata dei bianchi di Mastroberardino che mi riporta ragazzo. Il cru di Montefusco ha un ottimo allungo, è avvolgente, sapido, esprime molto bene l’annata.

Greco di Tufo 2011 Macchialupa

Ancora un vino di Angelo Valentino. Ci colpisce per questo richiamo misurato proprio all’idea di Greco anni ’80. Meno esuberante di Donnachiara, un bicchiere di servizio molto efficace e lungo.

Loggia della Serra 2011 Terredora

Alle spalle la piega tropicale assunta nella prima metà del decennio, i bianchi di Lucio tornano ad essere schietti ed efficaci, giocati sulla sapidità, secchi, strutturati e soprattutto molto freschi. Il cru ha davvero belle potenzialità ancora da esprimere

OUT OF THE DOOR

Greco di Tufo 2011 Di Prisco

Meraviglioso bianco costruito da un artigiano silente. Un po’ richiama quello di Pietracupa, ha una inclinazione dolce, naso ricco di polpa bianca e zagara. Lungo, strutturato piacevole. Il meno Greco dei Greco, ma non per questo meno acido ed efficace.


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