
Ormai è chiaro che la violenza del tifo organizzato è lo sfogo della violenza che ogni giorno si vive nelle nostre società sempre più tese e sempre più prive di compassione, come i foruncoli sulla pelle, sono espressione di qualcosa che non va in un corpo.
L’aggressione verbale, insulti e non sfottò, a Tonino Cannavacciuolo davanti ai suoi figli che aveva portato allo stadio mi hanno fatto semplicemente rabbrividire. Ricordo, come tutti gli italiani o quasi, la prima volta che mio padre mi portò allo stadio e non so come, ragazzino di sette anni, avrei reagito ad una scena del genere.
Questo modo di fare è deprimente, in fondo il tifo organizato non è altro che un social che da virtuale diventa reale in cui l’individuo frustrato si nasconde non dietro il computer ma nella massa.
Sarà questa violenza assurda, questa vogliaccheria diffusa, questa inutile aggressività, questa frustrazione a prevalere? Non credo basti la repressione, serve una grande battaglia culturale che riporti le persone ai valori di uno sport, dello sport.
E non credo di parlare così perché seguo tiepidamente il calcio. Credo che sia oggettivamente uno schifo quello che è accaduto in questi giorni.
Dai un'occhiata anche a:
- Oasis di Vallesaccarda e la formula della felicità: prima il cliente poi l’ego dello chef
- A Carnevale la Cucina Italiana è senza maschera perchè spesso è Carnevale negli altri 364 giorni
- Panettoni artigianali? Sì, ma diamoci una calmata e facciamo attenzione
- Due giorni alla ricerca di cose buone ma cosi proprio non va
- Ho mangiato male perchè non esiste piu la trattoria
- Ora facciamo il Museo della Pizza a Napoli prima che..
- Gli uffici stampa servono davvero? E come sceglierli per spendere bene i propri soldi?
- Iolanda Busillo (Coldiretti): il digitale per far sopravvivere la cucina italiana nel futuro