
di Marina Alaimo
Viaggio tra 2000 anni di storia vitivinicola al cellarium di Villa Augustea e poi alle Cantine Olivella. In serata il concerto di Benny Golson e i piatti di Eduardo Estatico.
La quinta giornata di Note di Gusto al Pomigliano jazz è particolarmente ricca ed interessante. Sabato 21 si comincia in mattinata con il viaggio attraverso 2000 anni di storia vitivinicola sul Vesuvio. Appuntamento a Villa Augustea a Somma Vesuviana dove gli ospiti hanno visitato il magnifico cellarium, le cui notevoli dimensioni e la raffinatezza degli affreschi e delle statue testimoniano una produzione di vino notevole e l’appartenenza ad una struttura di grande prestigio.
Qui è stata ritrovata una statua di bacco ritenuta un unicum per la pregiata bellezza e per il fatto che la divinità sia raffigurata da giovane e con una pantera sulla spalla. Altro fattore eccezionale riguardante Villa Augustea è il fatto che sia sopravvissuta quattro secoli alla famosa eruzione del 79 d.C., fu distrutta infatti nel 472 d.C.
Il viaggio di 2000 anni di storia vitivinicola sul Vesuvio si conclude in un’azienda attuale, sul Monte Somma a Sant’Anastasia: le Cantine Olivella, con visita ai vigneti e degustazione dei vini.
In serata al Parco delle Acque di Pomigliano d’Arco il concerto del mito del jazz Benny Golson che ha scritto pagine importanti della storia di questo genere musicale dagli anni quaranta ai settanta – ottanta. Più di 1500 persone hanno affollato l’area del parco richiamati dal grande nome di Golson ed anche da Jaques Morelenbaum, noto violoncellista e raffinato interprete del genere Bossa Nova, accompagnato dalla voce di sua moglie Paula. Ospite dello spazio Note di Gusto, gestito da Slow Food Vesuvio, il giovane chef Eduardo Estatico arrivato dal resort cinque stelle lusso JK Place di Capri.
Eduardo ha pensato di interpretare i prodotti dell’orto del Vesuvio, tema della kermesse, con una preparazione frugale e gustosissima: pane a otto giorni di San Sebastiano al Vesuvio, ripieno di papaccelle napoletane saltate con olive, capperi e acciughe. Più delicata la zuppetta di fagioli cannellini di Acerra con pomodoro tradizionale di Napoli e granella di tarallo sugna e pepe. Il pomodorino del piennolo del Vesuvio continua a colorare lo spazio food del jazz festival raccogliendo un notevole interesse del pubblico. Così gli ortaggi dell’orto di Madrenatura e le confetture di Libera Feola.
Informazioni e programma del Pomigliano Jazz su www.pomiglianojazz.com
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