Vigna Camarato 2010-2007-2006-2003-2001-2000-1999 e 1995: la leggenda del Falerno a Villa Matilde

Pubblicato in: Caserta
Vigna Camarato, Villa Matilde

Vigna Camarato story. Villa Matilde nasce, non poteva essere diversamente, dalla ossessione di un visionario. L’avvocato Francesco Paolo Avallone che alla fine degli anni ‘50 mise gli occhi su questi territori con l’idea di far rinascere l’antico Falerno che qui, proprio tra Mondragone, Sessa Aurunca, e Cellole, ha celebrato i sui fasti negli editti in poesie e in letteratura degli antichi romani.
In fondo tutte le aziende di vino sono il risultato della determinazione di un visionario, ma pensare ad un vino di qualità mezzo secolo fa in questa parte della Campania era una semplice chimera.
La settimana scorsa i figli Maria Ida e Tani hanno voluto celebrare la cavalcata che ha portato questa aziende ad essere protagonista non solo del territorio, ma della ripresa enologica regionale e meridionale. Lo hanno fatto festeggiando anche i 22 anni di Riccardo Cotarella spesi nella consulenza in questa cantina, tra le prime ad essere pensate per l’accoglienza, siamo proprio ai confini tra Campania e Lazio.

Per l’occasione si è scelto di fare una degustazione verticale, ossia mettere insieme più annate di una stessa etichetta, il famoso Vigna Camarato, risultato del blend tra aglianico (80%) e piedirosso così come poi ha previsto il disciplinare della doc Falerno, una delle più complesse da mettere insieme perché l’altra principale e storica azienda del territorio, Moio, lavorava e lavora con il primitivo. Si è puntato allora sul terroir, o, meglio, sulla storia di questo terroir. Altre aziende, sono poi spuntate nel orso degli anni imponendosi all’attenzione dei mercati ma Villa Matilde, per estensione di ettari e per numero di bottiglie prodotte mantiene la leadership.
Si sfogliano gli album di foto, i festeggiamenti per i primi riconoscimenti, la cena con Alain Passard nel 2003 che raccolse tutto il mondo enogastronomico italiano e fu forse il culmine degli anni d’oro iniziati nel decennio precedente.

Vigna Camarato è stato uno dei primi cru della Campania, ossia un vino ottenuto sempre dalle uve della stessa vigna, la prima comprata da Francesco Paolo Avallone a Tenuta San Castrese. Così ci ha raccontato la degustazione?
Beh, che la Vigna Camarato 2010 è praticamente un bambino, segnato dalla freschezza irruente e ancora scomposta. Un grande vino sicuramente da attendere con pazienza anche perchè inserito da poco in commercio.
La Vigna Camarato 2007 si conferma per la sua perfezione annata preferita dagli enologi, calda ma regolare, con sentori di prugna e note balsamiche.
Il giusto rapporto tra il frutto e il legno viene confermato nella 2006 dove spicca l’energia del vino e la sua voglia di imporsi al centro dell’attenzione durante la beva.
La 2003 lo consegna alla meditazione, l’annata tropicale in una zona calda marca i sentori di frutta che è conserva e al palato conferma una dolcezza di fondo assente negli altri millesimi.
Perfetto, come sempre, il 2001, vendemmia da manuale e vino che si esprimono al massimo mentre la 2000 zoppica come sempre, soprattutto per la incapacità di distendersi, essere elastica.
Fantastica Vigna Camarato 1999 per unanime giudizio di tutti i presenti, eravamo in cento, alla degustazione e sorprendente la 1995, questa di solo aglianico, ancora fresca e pimpante a conferma che uno dei temi di questa uva è la sua vocazione all’eternità, alla capacità di esprimersi solo con chi ha la pazienza di aspettare gli anni necessari per farla esprimere.

Vigna Camarato di Villa Matilde


Dai un'occhiata anche a:

Exit mobile version