Villa Raiano a San Michele di Serino: trent’anni di vini irpini

Pubblicato in: Cantine e Produttori di Vino

Villa Raiano, San Michele di Serino (AV)

Via Bosco strano, 1

www.villaraiano.com

 

di Antonella Amodio

Trenta anni di storia, venti vini, dieci piatti di pasta: la somma fa 50, numero che nella Cabala ebraica assume un significato profondo, legato alla conoscenza e alla libertà. Un simbolo che oggi descrive con precisione Villa Raiano, azienda irpina di proprietà della famiglia Basso, che celebra i suoi primi trent’anni raccontando il vino come espressione culturale, territoriale e identitaria.

Villa Raiano è l’immagine di un processo continuo di pensiero, valutazioni e decisione. Un progetto in movimento, guidato dalla visione e che in trent’anni è riuscita a imporsi come una delle prime venti realtà irpine, in un tessuto produttivo che conta circa duecento aziende attive.

«In questi trent’anni abbiamo cercato di interpretare la vitienologia del nostro territorio con una visione originale. Lavorando con passione, anno dopo anno, siamo arrivati a questo traguardo con la voglia di continuare a produrre vini capaci di raccontare, nel modo più profondo possibile, l’essenza della nostra Irpinia», racconta Sabino Basso. Un percorso che ha radici ben prima del vino: la famiglia Basso produce olio extravergine di oliva da generazioni, che ha accompagnato in modo naturale la nascita del progetto vitivinicolo. Un lavoro costruito nel tempo con rigore, tanto che oggi, come sottolinea Sabino Basso, non cambierebbe «neanche una virgola» di quanto fatto in trent’anni.

La storia di Villa Raiano

Villa Raiano nasce nel 1996, in un momento di grande fermento per il vino irpino. All’inizio si vinifica e si imbottiglia nei locali dell’antico oleificio di famiglia, nella frazione Raiano di Serino, con una distribuzione prevalentemente locale. Una dimensione iniziale che, col tempo, inizia a stare stretta, spingendo l’azienda verso una visione più strutturata.
Il primo snodo decisivo arriva con Luigi Moio, enologo dell’azienda dal 1999 al 2008. Il progetto prende forma attorno al Taurasi e ad un Aglianico più immediato e dalla beva più pronta, poi al Fiano di Avellino e al Greco di Tufo. Il 2008 segna una svolta netta. La famiglia Basso investe per trasformare Villa Raiano in una realtà di riferimento, non solo regionale.
Vengono impiantate nuove vigne nei territori più vocati delle tre denominazioni irpine e la direzione tecnica passa a Fortunato Sebastiano, enologo irpino con formazione a Pisa, oggi anima produttiva dell’azienda.

Nel 2009 viene inaugurata la cantina di San Michele di Serino, pensata per sostenere una crescita che, negli anni, porterà la produzione a circa 350.000 bottiglie annue, con una squadra che oggi conta 28 persone coinvolte quotidianamente tra vigna e cantina. È in questa fase che la cantina punta sui bianchi. Prendono forma quattro vini da singola vigna – tre Fiano di Avellino DOCG e un Greco di Tufo DOCG – vinificati con lo stesso protocollo per lasciare che siano suolo, esposizione e altitudine a raccontarsi nel calice. La vinificazione separata delle parcelle, scelta allora pionieristica in Irpinia, diventa una cifra stilistica dell’azienda. Nello stesso periodo debutta anche Ripabassa, primo Metodo Classico di Villa Raiano. Nel 2018 entra in azienda la nuova generazione: Federico e Fabrizio Basso, insieme a Brunella, figlia di Simone. Cambia il linguaggio visivo e narrativo: le etichette diventano mappe, strumenti di lettura del territorio, ispirate alla valle del fiume Sabato che si apre davanti alla cantina. Il lupo, animale guida del popolo irpino, diventa il simbolo di questa nuova fase. Parallelamente proseguono gli investimenti in vigna. Oggi Villa Raiano conduce 30 ettari di vigneti di proprietà, tutti in regime di agricoltura biologica, e nel 2024 inaugura una nuova cantina interrata per la lavorazione e l’affinamento, perfettamente integrata nel paesaggio.

Villa Raiano oggi

Oggi Villa Raiano continua a muoversi lungo nuove traiettorie senza mai perdere coerenza: investe sempre di più in Irpinia, e si focalizza sui vitigni che possano raccontare la terra campana attraverso il vino.

Questa visione si riflette anche nell’esperienza gastronomica della cantina, affidata allo chef Claudio Ruiz, con una proposta pensata per dialogare con i vini e con il territorio. Non a caso, per l’occasione dei festeggiamenti dei 30 anni, la pasta è stata la regina della tavola, trovando nelle ricette classiche una leva per gli abbinamenti. La cucina con la grande vetrata a vista ospita una dedicata allo chef Raffaele Vitale, figura centrale e prematuramente scomparsa, il cui ricordo resta parte viva del progetto.

Tra gli assaggi più memorabili della serata celebrativa emergono il Fiano di Avellino Alimata 2011, 2013 e 2015, il Fiano di Avellino Ventidue 2010 e 2012, il Greco di Tufo Contrada Marotta 2009 e 2011. Sul fronte dei rossi, il Campi Taurasini Costa Baiano 2015 e 2019 e il Taurasi Riserva 2015 raccontano profondità, rigore e capacità di evoluzione.

A tirare le fila di una serata che ha messo in primo piano trent’anni di lavoro e visione è stato il direttore marketing Raffaele Del Franco, con una conduzione capace di restituire senso e prospettiva a un percorso che, pur giovane nei numeri, appare già maturo nella sostanza.

 


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