
di Enrico Malgi
L’avveniristica e splendida struttura architettonica si stende languidamente sul molo Manfredi di Salerno come una provocante e procace donna, pronta ad essere posseduta. La nuova stazione marittima di Salerno, creata dal compianto architetto anglo-egiziano Zaha-Hadid, brilla sotto una pioggia incessante, specchiandosi con la sua imponente mole nel procelloso mare e facendosi poi connivente delle Luci d’Artista che poco lontano illuminano tutta la scena salernitana.
Dal 2 al 4 dicembre essa è stata teatro della manifestazione enologica “In Vino Civitas Salone del Vino”, promossa dall’Associazione Createam in collaborazione con l’Ais di Salerno e col patrocinio della Regione Campania, della Provincia e del Comune di Salerno, della Camera di Commercio e dell’Autorità Portuale, oltre a vari sponsor. Molteplici le aziende vinicole italiane che hanno dato la loro adesione. Simposi, convegni, laboratori, banchi di assaggio, degustazioni guidate ed altro ancora hanno pienamente soddisfatto il pubblico accorso numerosamente. Nella serata di domenica 3 dicembre mi sono trovato a partecipare a due importanti eventi condotti dall’Ais di Salerno: la degustazione in verticale del Barbaresco da uve nebbiolo dell’azienda piemontese Orlando Abrigo ed il Masterclass “La Biodiversità nel territorio del Sannio”.
Nel primo caso sono state presentate sei bottiglie aziendali di due importanti Me.Ga, ovvero Menzioni Geografiche Aggiuntive (nel comprensorio del Barbaresco ce ne sono 66, che vogliono rappresentare veri e propri crus), dei territori longaroli di Montersino e di Vigna Rongalio di Meruzzano. La degustazione è stata ottimamente guidata dal sommelier Vittorio Guerrazzi dell’Ais di Salerno, con la fattiva collaborazione del preparato referente aziendale Lorenzo Righi.
Le annate presentate sono state nell’ordine la 2011, la 2009 e la 2005 di Montersino e la 2011, la 2009 e la 2004 di Vigna Rongalio. Gran bel bere davvero, frutto di una qualità media dei vini assaggiati sicuramente molto alta, con particolare menzione per i millesimi più anziani che dopo alcuni anni di invecchiamento mantengono inalterate le loro varietali proprietà organolettiche, anzi addirittura ampliandole. In generale profumi floreali molto delicati, ma intensi di viola e di rosa appassita, in aggiunta a sentori fruttati di prugna e di sottobosco, in particolare quelli di fragola e di lampone e poi cadenze balsamiche e mentolate e sussurri di erbe aromatiche di timo, di genziana e di salvia. Ovviamente non mancano rigurgiti terziari speziati, liquiriziosi, cioccolatosi e di goudron. In bocca il vino entra bello caldo, corposo e strutturato, ma esibisce anche morbidezza, eleganza, avvolgenza e finezza. Astringenza molto presente anche nei vini più vecchi, contrastata da una performante acidità che allarga le papille gustative con sferzate di ottima freschezza. Retrogusto persistente ed appagante. Vini sicuramente di grande personalità, armonici, equilibrati, pervasivi e molto longevi, da preferire su piatti di carne della tradizione piemontese come il brasato al Barolo ed il bollito misto e su formaggi stagionati, come il Bra ed il Castelmagno.
Il Masterclass sulla biodiversità del Sannio organizzato dal Consorzio Vini Benevento è stato tenuto dal giornalista e scrittore Pasquale Carlo, con la collaborazione del responsabile Ais di Salerno Nevio Toti. In degustazione una decina di ottimi vini sanniti rossi, rosati e bianchi, prodotti con aglianico, piedirosso, barbera con e senza barbetta, falanghina, fiano, greco e coda di volpe.
In conclusione si è trattato di un’ottima iniziativa, bene organizzata e molto seguita ed apprezzata dagli enoappassionati. Non dimentichiamo che la provincia di Salerno negli ultimi anni nel settore enologico ha fatto passi da gigante, affermandosi sui mercati esteri con i suoi magnifici vini. Ben venga, quindi una simile manifestazione da ripetere assolutamente nei prossimi anni.
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