
Due pagine di Enzo Vizzari, il responsabile delle Guide Espresso, sul settimanale da qualche ora in edicola dedicate alla visita al Noma di Redzepi.
Una recensione entusiasta, l’ennesima prova di scrittura di una critica laica e sobria, dove il protagonista è il recensito e non il recensore che vi invito a leggere.
Quello che è interessante è il giudizio complessivo sul fenomeno la cucina del Nord che sembra aver abbastanza irritato Ferran Adrià, costretto a cedere il primo posto al bel René, nato proprio nelle cucine del Bulli.
Eccolo
“E Allora il Noma è il miglior ristorante del mondo? Nella sua tipologia e per i valori che esprime, si. In assoluto no. Solo il gioco ben organizzato da una ristretta ma efficiente lobby di critici e pr lo ha portato in vetta ai 50 Best. Quella stessa lobby che individua nello Chateubriand di Inaki Aiziparte il miglior ristorante di Francia. E se lo Chateubriand fosse il miglior ristorante di Francia, certo il Noma potrebbe essere definito il miglior ristorante del mondo”.
E allora, cosa è il Noma per Enzo Vizzari? “Di gran lunga il più affascinante progetto di alta ristorazione mai comparsi a nord dei Paesi Bassi, ma è ben difficile, e forse neppure auspicabile, che la sua cucina possa inaugurare una nuova corrente destinata a fare nuovi proseliti fuori dalla Scandinavia proprio per la natura dei prodotti con cui è costruita”
Insomma, per banalizzare in termini giornalistici: i francesi ci hanno dato le salse, gli spagnoli le spume, adesso evitiamo gli scarrafoni please.
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