World Pasta Day: i chetaminici e i no-carb vivono di meno

Pubblicato in: I vini da non perdere

La gioia degli spaghetti e i nutrizionisti da social

Cannavacciuolo Bistrot Torino, gli spaghetti

Si sono conclusi i festeggiamenti in tutto il mondo del cibo che meglio di ogni altra cosa, pizza compresa, rappresenta la cultura gastronomica italiana, l’elemento fondante della cucina italiana riconosciuta patrimonio Unesco lo scorso anno. Lo diciamo in inglese, World Pasta Day, perché Milano ha ormai imposto questo slang anglomeneghino in tutti i settori al punto che noi proponiamo di chiamare la settimana che va dall Viglia a Capodanno la “Jesus Week”.
Battute a parte, e con qualche dispiacere di alcuni critici e cuochi che, sempre per fare i fighi, propongono riso e risotti, la pasta per noi è una cosa seria, anche perché forse il suo consumo è alla base del fatto che da oltre due secoli, cioè d quando si è diffusa, nel nostro paese non si è mai fatta una rivoluzione: troppo appagante ed economico (prezzo medio 1,60 al chilo), una bel piatto di pasta per mettersi a fare le barricate in strada, roba da “chetaminici”.
Secondo le statistiche che ci vengono proposte ogni anno, la famosa media del pollo di Trilussa ci dice che ne mangiamo sino a 24 chili a testa almeno quattro o cinque volte la settimana. Per tre quarti si tratta di pasta secca, un metodo di conservazioni inventato dagli arabi in Sicilia, il resto è pasta fresca o ripiena. Il nostro paese, con 4,2 milioni di tonnellate, resta il primo produttore al mondo anche se siamo tallonati dalla Turchia. Il 60 per cento del prodotto viene esportato, ossia oltre 2,5 milioni di tonnellate per un valore di 4 miliardi l’anno.
Tra i millemila comunicati che celebrano questa giornata, riportiamo quello di ITALMOPA – Associazione Industriali Mugnai d’Italia che rende omaggio alla pasta definita «simbolo di condivisione e di convivialità, capace di unire generazioni, territori e culture diverse attorno alla stessa tavola. Parte integrante della storia e della cultura del nostro Paese, la pasta è oggi uno dei simboli più riconosciuti dell’Italia nel mondo e un autentico ambasciatore del ‘Made in Italy’ agroalimentare. Dietro questo successo ci sono, in primis, il savoir faire e la capacità imprenditoriale dei pastai italiani, in grado di esportare il 60% della produzione nazionale, portandola sulle tavole di tutti i continenti. Ma c’è anche l’impegno della nostra industria molitoria: la qualità della pasta nasce, infatti, dall’accurata selezione dei migliori grani duri da parte dei mugnai e dalla loro trasformazione, attraverso processi di macinazione tecnologicamente sempre più avanzati».


La pasta vince perchè è poliedrica, capace di assorbire tendenze culture diverse: oggi volano il gluten free e l’integrale mentre le ricette si evolvono includendo prodotti di tutto il mondo. L’aspetto più interessante di questo successo è nel fatto che che la pasta, come il vino e l’olio, appartiene alla triade che viene più attaccata dai nutrizionisti da social. Il motivo è facilmente comprensibile per chi conosce le regole della comunicazione in rete: il modo migliore per acquisire visibilità è quello di farsi largo attaccando persone, prodotti e abitudini che fanno parte dei luoghi comuni. Gli hater della pasta e dei carboidrati sono la pattuglia più combattiva che ogni giorno suggerisce di evitare di magiare pasta, pane e derivati.
Il gioco facile viene dal fatto che la visione anglosassone della cultura alimentare parla di proteine e zuccheri dimenticando l’essensa di una dieta alimentare quotidiana sana, ossia la misura delle cose. Per questo la Dieta Mediterranea, che ha alla base proprio il consumo dei cereali, è presa di mira dai nutrizionisti affamati di fama e ovviamente dalle lobby del junk food che ci regalano una statistica che dovrebbe far riflettere tutti: che sinora la media di vita in Italia è 84,1 anni in Italia mentre in Usa è di 76,4. E sappiamo che le malattie responsabili dei decessi dipendono per un terzo dallo stile alimentare.
E dunque: mangiamoci un bel piatto di pasta al giorno con serenità e con gioia.


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