Addio a Massimo Menta, il critico galantuomo

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Massimo Menta

Massimo Menta

Man mano che vai avanti con l’età si perdono i pezzi del puzzle della tua esistenza. All’inizio hai energia, sembrano incidenti di percorso, poi invece capisci che è il disegno beffardo del destino, quello di farti sopravvivere quanto basta per sentirti sempre più estraneo.
Massimo Menta è morto il 14 agosto. Il figlio Edoardo ne ha dato l’annuncio su Facebook pochi minuti fa.
Con lui e con Guido Barendson abbiamo passato tanti bellissimi momenti. Perito industriale, manager di Aereoporti Roma, una grande passione per la gastronomia, era una persona di altri tempi. Ci siamo conosciuti quando ero responsabile prima in Campania e poi del sud Continentale della Guida Ristoranti Espresso ed era un vero professionista: si concordavano le schede, arrivavano puntuali e sempre ben fatte. Adorava Ischia e dopo Roma la considerava la sua seconda terra di adozione.

Dal rapporto telefonico agli appuntamenti in giro e di persona il salto è stato breve. E sono sempre state serate indimenticabili, da Heinz Beck al Mirabelle, si tirava sino a tardissimo, io che amo coricarmi presto, e si discuteva di tutto e di più. Uno stile inconfondibile da gran signore. Una enciclopedia vivente.
Negli ultimi tempi soffriva molto, fisicamente e spiritualmente. Ma del secondo aspetto taccio perché non avrebbe piacere che in questa sede se ne parlasse, tanto chi deve sapere sa. Del resto les jeux sont faits come avrebbe detto lui, e i fatti parlano chiaro.
Un vero signore, un militare, un uomo di squadra di cui ci si poteva fidare in modo assoluto perchè figlio di una educazione in cui si pronuncia il noi e non io.

Qualche giorno fa aveva chiamato Nino Di Costanzo “Se ci arrivo, ci vediamo a settembre”.
Ma l’ultimo appuntamento, lui preciso e sempre elegante, non è riuscito a mantenerlo

Mi mancherà moltissimo

 


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