Antonio Tomacelli, fondatore di Intravino, è morto improvvisamente oggi. Grafico e giornalista vulcanico, irrispettoso, dispettoso, polemico oltre ogni ragionevole dubbio, ha avuto sicuramente il merito di svecchiare e innovare il paludato linguaggio del vino dando vita ad un prodotto editoriale unico e longevo, nato dalla costola di Dissapore, vivace e fuori dagli schemi.
E a proposito di questo stile, fa veramente impressione quanto scrisse il 12 gennaio scorso su se stesso.
In realtà doveva essere dimesso dall’ospedale e riprendere il suo impegno a Intravino. Poi, improvvisamente, la morte.
Non ci nasconderemo dietro il dito, non stenderemo i veli ipocriti che fanno da cornice a questi tragici eventi: con lui non siamo andati mai d’accordo e i rapporti personali erano ridotti ad un freddo saluto quando ci si incrociava per caso come nell’ultima edizione di Radici.
Ma questo non toglie che la nostra partecipazione al dolore della compagna, dei figli e della redazione tutta di Intravino sia sincera e motivata anche dal punto di vista professionale: dal confronto-scontro sono stati innumerevoli gli spunti di autoriflessione e anche di crescita nel corso di oltre dieci anni in cui tutto è cambiato e in cui tutti noi siamo cambiati.
Mancherà, in questo paludato mondo della comunicazione del vino che ha bisogno assoluto di ripensare se stesso, la sua voce indipendente e libera.
E a lui, uomo libero e indipendente, intellettuale curioso e bulimico, oggi, in questa domenica triste per il vino italiano, rendiamo il nostro omaggio.
Ciao Antonio
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