Ai Tre Monelli e l’Hotel Rufolo di Ravello: cucina, pizza e vino

Pubblicato in: Breaking News

Hotel Rufolo, Ravello (SA)

Ristorante Sigilgadia

Via S. Francesco, 1

info@hotelrufolo.it

Telefono: 089 857133

di Antonella Amodio

«Parole da gustare e spicchi da raccontare»: lo chef Raffaele Galasso, alla guida della cucina del Ristorante Sigilgaida dell’Hotel Rufolo di Ravello, e il pizzaiolo Giuseppe Sorrentino, di Ai Tre Monelli, sono stati i protagonisti di una serata dedicata al dialogo tra cucina, pizza e vini.

A Ravello, città dalla secolare tradizione di ospitalità e cultura, l’incontro ha esplorato le affinità tra cucina d’autore e arte bianca attraverso un percorso gastronomico in cui il vino ha accompagnato ogni preparazione. A fare da cornice all’evento, l’Hotel Rufolo, storica struttura ricettiva affacciata su uno degli scorci più suggestivi della Costiera Amalfitana, dove il patrimonio architettonico e paesaggistico si intreccia con una lunga tradizione alberghiera.

Ravello, crocevia di bellezza e cultura

Goethe e Richard Wagner sono tra le personalità che, giunte a Ravello, rimasero profondamente colpite dal fascino della cittadina. Le sue architetture storiche, i giardini e gli affacci sul mare hanno conquistato nel tempo viaggiatori, artisti e intellettuali, contribuendo a costruirne la fama internazionale. Villa Rufolo e Villa Cimbrone rappresentano due delle espressioni più significative di questo patrimonio, luoghi in cui storia, architettura e natura convivono in un equilibrio di rara suggestione. I giardini, le testimonianze del passato e gli straordinari panorami restituiscono l’immagine di una città che ha saputo trasformare la propria bellezza in un elemento identitario.

In questo contesto si inserisce l’Hotel Rufolo, che da generazioni custodisce una tradizione di ospitalità profondamente legata alla storia di Ravello.

Hotel Rufolo, una storia di accoglienza lunga generazioni

Le radici della struttura risalgono alla seconda metà dell’Ottocento, quando i fratelli Schiavo erano alla guida di uno dei primi alberghi di Ravello. Agli inizi del Novecento, Ferdinando, bisnonno degli attuali proprietari, si trasferì in via San Francesco, dove sorge oggi l’Hotel Rufolo. La passione per l’ospitalità è stata tramandata attraverso Alfredo, Luigi e Maria Rosaria, fino ad arrivare ad Alfredo e Micol, figli di Luigi, che continuano a portare avanti la tradizione familiare. Nel corso del tempo, la struttura ha accolto ospiti illustri, tra cui lo scrittore D. H. Lawrence. Il legame tra il paesaggio ravellese e la sensibilità degli artisti è, del resto, una costante nella storia della città. Oggi, il fascino dell’Hotel Rufolo si rinnova anche attraverso la proposta gastronomica del Ristorante Sigilgaida, impreziosita dalla vista sulla Costiera Amalfitana e sulla vicina Villa Rufolo.

Il Ristorante Sigilgaida: la cucina incontra la pizza di Ai Tre Monelli

Alla guida della cucina del Sigilgaida c’è l’executive chef Raffaele Capasso, originario dell’Agro nocerino-sarnese, affiancato dal sous-chef Antonio Zaino. Il loro lavoro si sviluppa nel solco di una cucina radicata in Costiera Amalfitana, ma aperta alle eccellenze di altri territori campani, dai Monti Lattari all’Agro nocerino-sarnese. Una visione che valorizza le materie prime locali attraverso anche l’attenzione alla stagionalità.

La serata «Parole da gustare e spicchi da raccontare» ha offerto l’occasione per mettere questa filosofia in dialogo con la pizza di Giuseppe Sorrentino, affiancato da Jessica Sorrentino nella costruzione del menu. Ai Tre Monelli hanno scelto di puntare anche sul panuozzo, specialità legata alla loro storia affettiva e imprenditoriale. Una preparazione che richiama le origini e la tradizione familiare, da Gragnano ad Angri. L’obiettivo della serata è stato mostrare come cucina e pizza, pur partendo da linguaggi differenti, possano incontrarsi in una proposta coerente, nella quale il vino diventa parte integrante dell’esperienza.

Ad accompagnare il percorso sono stati i vini vesuviani della Cantina Sorrentino, distribuiti da Fontanelle Distribuzione, selezionati per valorizzare le diverse preparazioni, dall’aperitivo al dessert.

Il percorso gastronomico: cucina, pizza e vino

Il percorso si è aperto con il DòRè Caprettone Spumante Brut, ottenuto da uve Caprettone in purezza e prodotto con il metodo Charmat lungo.

A seguire, Variazione Verticale, una sequenza di cinque assaggi che ha spaziato tra diverse interpretazioni della cucina gastronomica campana: Tacos di pasta scotta, con guacamole, papaya arrosto, lattuga e gambero crudo. Sushi napoletano, con pancia di tonno, spaghetti aglio, olio e peperoncino e ponzu. Frittatina di pasta alla genovese. Pacchero ripieno alla amalfitana, con ragù di polpettine. Pacchero arrosto, con pomodoro semidry, olive, capperi, polpo e pesto.

Il percorso è proseguito con l’impasto pizza low-carb di Jessica Sorrentino, condito con colatura di pomodoro, finto tonno, stracciata, scarola riccia, acciughe del Cantabrico e cipolla di Tropea in agrodolce al lampone.

Pizza alle tre consistenze di pomodoro e il padellino Caesar, con lardo di Colonnata, datterino confit, iceberg, salsa Caesar e Grana.

Spazio poi al panuozzo farcito con provola, pancetta di maiale cotta a bassa temperatura alla birra, scarola, olive nere e ketchup di papaccella. A chiudere, una zeppola al cioccolato e noci, glassata con cioccolato fondente all’80% e servita con gelato al Calvados.

In abbinamento, una selezione di etichette della Cantina Sorrentino: Lacryma Christi del Vesuvio Bianco DOC, blend di Caprettone, Greco e Falanghina; ’A Rena Nera Vesuvio Bianco DOC, da uve Caprettone e Falanghina; Lacryma Christi del Vesuvio Rosato DOC, da Piedirosso e Aglianico; Lacryma Christi del Vesuvio Rosso DOC «5 Viti», anch’esso da Piedirosso e Aglianico; e Fior di Ginestre, Passito Pompeiano IGT a base di Catalanesca, Caprettone e Falanghina.

Costiera Amalfitana, Monti Lattari e Vesuvio: il territorio come filo conduttore

«Parole da gustare e spicchi da raccontare» ha messo in evidenza il dialogo tra cucina e pizza, valorizzandone le rispettive identità. Da una parte, la ricerca dello chef Raffaele Capasso, dall’altra, il lavoro della famiglia Sorrentino su pizza e panuozzo. A unire le due esperienze è stato il vino. I calici della Cantina Sorrentino hanno raccontato il Vesuvio attraverso vitigni e interpretazioni differenti. Nella cornice storica dell’Hotel Rufolo, la serata si è trasformata così in un racconto gastronomico e in un invito a leggere il territorio attraverso i suoi prodotti, le persone che li interpretano e la capacità dell’ospitalità di creare occasioni d’incontro tra cultura, cucina e vino.

Hotel Rufolo, Ravello (SA)

Ristorante Sigilgadia

Via S. Francesco, 1

info@hotelrufolo.it

Ai Tre Monelli, Angri (SA)

Via dei Goti, 160


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