
di Antonella Amodio
“Le cose particolari richiedono tempo per essere realizzate e l’idea dell’Appius me la porto dentro da tanto tempo” così racconta il winemaker Hans Terzer alla presentazione della nuova annata di Appius, firmata dalla Cantina San Michele Appiano, nata nel 1907.
Una cantina di eccellenza che conta 330 soci e che si fa portavoce – attraverso il vino – della grandiosità di un territorio. Uve chardonnay, pinot bianco, pinot grigio e sauvignon, costituiscono il blend (che ogni anno varia la quota a seconda dell’annata) provenienti da micro parcelle di ceppi storici di vigneti di San Michele Appiano, che beneficiano di una esposizione a sud est/sud ovest, con una età cha va dai 25 a 40 anni.
Contribuiscono a rendere ancora più importante il vino che si ottiene i terreni di composizione calcarea, ghiaiosi e morenici dei quali sono composti, nonché la resa per ettaro, che oscilla sui 35 hl.
La fermentazione alcolica e la malolattica (quest’ultima esclude il sauvignon), l’affinamento in barrique e tonneau, il successivo assemblaggio e l’ulteriore affinamento sui lieviti per tre anni in acciaio, realizzano Appius.
L’annata 2018 vede il 52% di chardonnay, il 20% di pinot grigio, il 15% di pinot bianco e il 13% di sauvignon blanc: una cuvèe prodotta in 6600 bottiglie, dove anche l’estetica del pakaging che cambia in ogni annata concorre a rendere questo vino oggetto di “wine collection”, iconico.
Il nome Appius rende omaggio alla terra che lo origina (Appius è la radice romana di Appiano), storicamente vocata alla produzione di vini, specialmente bianchi, con la caratteristica della longevità. Dal 2010, prima annata prodotta, è una ricerca continua alla perfezione e il millesimo 2018 rivela ancora una volta che l’obiettivo di Hans Terzer è centrato. Climaticamente caratterizzato da un buon andamento climatico e dal ciclo vegetativo leggermente anticipato, il vino è nello stile e in linea con le precedenti edizioni, palesando eleganza e armonia.
Appius 2018 si mostra nel bicchiere di colore giallo paglia verdolino luminoso, mentre i profumi raffinati di frutta a polpa bianca, come la mela e il melone, si alternano agli aromi di mentolo, eucalipto, cedro e pepe bianco. All’assaggio rivela gioventù, freschezza e verticalità, con una scia acida importante e una nota salina che aggiunge profondità al sorso, manifestando integrità e longevità.
Cantina Produttori San Michela Appiano
Via Circonvallazione 17-19
39057 Appiano Sulla Strada del Vino
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