
di Raffaele Mosca
La grande rivoluzione di quest’anno in Abruzzo sta nella creazione di sottozone provinciali che aiuteranno ad inquadrare meglio i vini nel contesto regionale. Questo, per esempio, sfoggerà nelle prossime annate la denominazione “Terre de l’Aquila”, la più rara ed interessante in tempi di cambiamento climatico.
La vigna di origine è quella di fronte al ristorante tristellato dello chef Niko Romito, posta a circa 780 metri d’altitudine, nel cuore dell’Altopiano delle Cinque Miglia, noto anche per ospitare le più importanti stazioni sciistiche della regione. Raccolte a ottobre inoltrato, le uve vengono poi portate nelle cantina di Tollo, dove il vino fermenta e riposa per oltre due anni in acciaio. Il Pecorino in queste zone fredde “rieslingheggia” e tira fuori accenti idrocarburici che fanno il paio con anice, mughetto, una nota più dolce e ossidativa che ricorda miele d’acacia e frutta secca. Leggero e slanciato, verticalissimo e allo stesso tempo equilibrati, con rintocchi mielati ad ingentilire la progressione. Pensato per accompagnare la cucina vegetale dell’autodidatta geniale di Castel di Sangro, sta bene con qualsiasi pietanza di mare o d’orto.
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