
Non sono passati neanche tre anni da quando Franco Ricci, Antonello Maietta e Daniele Cernilli annunciavano grandi piani di sviluppo per l’Ais e per Bibenda
Prima la separazione tra Cernilli e Ricci, adesso quella, ormai ineludibile, tra l’Ais e Bibenda.
Forse chi sa le cose interne avrebbe potuto capire che qualcosa non andava dal fatto che al matrimonio di Maietta mancava proprio Franco Ricci: una assenza di peso visto che i due sono sempre stati molto legati, al punto che Antonello ha trovato proprio in Franco il suo main sponsor per il progetto di governo dell’Ais del dopo-Medri.
C’era invece Armando Castagno, vero idolo del 2.0, soprattutto di quelli che vedono Ricci come il fumo negli occhi. Una rottura avvenuta all’ultimo piano dell’Hilton a giugno che si annunciava morbida ma che poi si è trasformata, come tutti gli amori viscerali, in una spaccatura personale con il passare dei mesi.
Antonello Maietta, da noi interpellato a telefono, sembra più possibilista a una ricomposizione: “Scadiamo a giugno, dice, e non possiamo prendere alcun impegno per Bibenda, tanto meno triennale perché non è giusto per chi verrà dopo di noi. Con Franco sicuramente mangeremo ancora il panettone insieme”
“Nessuna richiesta di impegno triennale per la guida – ribatte Ricci – abbiamo offerto all’Ais uno strumento efficace e ben fatto con una redazione di professionisti che non ha eguali in Italia. Vuol dire che torneremo a farla come in passato”.
Insomma, si può annunciare una rottura? “Non c’è niente da annunciare – conclude Ricci – credevamo fosse possibile ampliare un progetto di qualità, Bibenda è una cosa troppo importante e non può finire in beghe associative, restiamo dove siamo sempre stati e andremo avanti come abbiamo sempre fatto. E’ destino di chi ha successo essere nel mirino di tutti, purtroppo funziona così”.
Nelle rotture non c’è mai una ragione e un torto. Personalmente abbiamo molto apprezzato che sia Cernilli che Ricci, anche in privato, non abbiano dato la stura a polemiche personali al termine di una rottura che non deve essere stata facile.
Speriamo che anche tra Bibenda e Ais, nonostante a Firenze se ne siano sentite di tutti i colori, si riesca a trovare la stessa cifra comportamentale.
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