
di Emanuela Sorrentino
I sapori della pizza fritta “finiscono” nella cucina di casa nel ricordo di nonna Carmela Pintauro, per i nipoti Mammèla. Questa è l’altra faccia de La Masardona, che emerge dopo 80 anni, un volto fatto di memoria e innovazione per menu “realizzati su misura” in occasione degli eventi dei clienti e pensati in base alle loro esigenze, anche con proposte vegetariane, sempre che siano espressione di sapori partenopei. Numerosi i catering già in programma con menu improntati sulla tradizione: dalla pizza con ragù alla genovese, fino alla salsiccia e friarielli, per raccontare la napoletanità non solo sulle famose e apprezzate pizze fritte ma attraverso un progetto concreto che coniuga ascolto della clientela ed eventi sempre più particolari, per un catering “itinerante”. Monoporzioni dal sapore di casa che sicuramente conquisteranno anche i clienti più esigenti.
“Tutto ciò che ritroviamo sulla tavola della domenica napoletana in formato finger, sempre ricordando la cucina della nonna. Infatti Mammèlla è il nome con cui veniva chiamata da noi nipoti”, spiega Salvatore Piccirillo. La presentazione nei giorni scorsi nell’atelier dell’artista Antonio Nocera tra pulcinella, pinocchio e tante opere d’arte. “Pulcinella e pinocchio sono due facce della stessa medaglia, due anime dello stesso Antonio così come Mammèla e Masardona. Mia nonna Carmela Pintauro svelava l’animo di casa con noi facendosi chiamare Mammèla e con i clienti diventava Masardona”, prosegue Piccirillo. Mammèla è molto più di un brand: è il soprannome affettuoso di Carmela Pintauro, nuora della leggendaria Anna Manfredi detta “La Masardona”, madre di Enzo Piccirillo e nonna di Cristiano e Salvatore.
Figura centrale nella storia della famiglia, Carmela rappresenta l’anima silenziosa di una cucina fatta di dedizione assoluta, quella domestica e profondamente emotiva dei sughi che borbottano per ore, delle materie prime scelte con cura, del tempo come ingrediente fondamentale.
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