
di Tommaso Esposito
Ecco, Spicchi Campani è stato un successo per Volodymyr Pieshkov, ma è stata pure l’occasione per conoscere la mano di Agostino Vessella, il sous chef di Raffaele D’ Addio.
Ha preparato la sua Pizza Margherita.
Il dessert.
Sì, il dolce.
Bello sul piano visivo.
Bruna la base, montata di bianco e poi di rosso con le gocce di verde d’intorno.
Crumble di nocciola, mousse di yogurt da latte di bufala, confettura di pomodoro, perle di olio al basilico.
Profumatissimo dei distinti singoli sentori che ti aspetti e tuttavia in armonia tra loro.
Da raccogliere in progressione verticale affondando dall’alto verso il basso, in un’unica presa confettura, mousse e crumble.
Da portare alla bocca e col tatto delle papille percepire il morbido vellutato e il crunch, che giunge fino all’udito.
Poi il semifreddo e il dolce non dolce.
Ti aspetti freschezza e la trovi non solo nel pomodoro reso confettura, di cui respiri l’anima finanche e la elogi, ma dispersa nell’intero boccone.
D’intorno si spargono tenui le essenze del basilico.
Il dolce più buono fra i tanti assaggiati quest’anno.
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