
di Luca Matarazzo
Quindicesima edizione dell’evento più atteso per i produttori vitivinicoli campani. La prova ai calici d’assaggio delle nuove annate in anteprima organizzata da Miriade & Partners, supporto strategico fondamentale per la manifestazione, inizia dalla tipologia più identitaria per la Campania, quella dei bianchi. “Un territorio diversificato, complesso, bellissimo da scoprire ancor più con l’imminente partenza della Coppa America”, secondo le parole del presidente di AIS Campania Tommaso Luongo. “I motivi reali del bere campano emergono, per fortuna, in una scarsa massificazione del prodotto finale, nell’ampia diversità dell’offerta e nel rapporto qualità-prezzo decisamente conveniente per vini di forte carattere ed espressività” aggiunge il giornalista enogastronomico Luciano Pignataro durante la presentazione alla stampa negli splendidi saloni marmorei della Reggia di Caserta. Partenza e via dunque, con il tasting promosso all’interno dell’elegante complesso Vega Palace di proprietà della famiglia Canciello, intervallato da una breve sosta per il pranzo sotto lo sguardo dell’executive chef Agostino Malapena.
L’impressione relativa all’annata 2025, come evidenziata da Roberto Di Meo presidente di Assoenologi Campania nonché consigliere nazionale, consente di guardare in positivo al futuro grazie a una vintage sorprendente per maturazioni del frutto e gestione agronomica in vigna. Si è dato risalto alla compagine che ha fornito più campioni in assaggio e che riguarda le varietà Falanghina, Fiano e Greco, per aver un maggior quadro della situazione. Ne appare uno schema confortante dove è il Fiano ad assurgere a protagonista indiscusso sui comprimari, complice tutto il calore del sud Italia. Vini succosi e ricchi che promettono buona evoluzione in bottiglia con lo scorrere del tempo. Una notizia che non fa ormai più notizia visto l’enorme potenziale dei campioni proposti di qualità media elevata. Tra i bianchi a base di Falanghina le differenze classiche sono tra Sannio e Campi Flegrei con quest’ultimi dal finale sulfureo e iodato. Ottime performance da Cantina del Taburno 2025, Di Meo 2025 e Nifo Sarrapochiello con la vendemmia tardiva “Alenta” targata 2024, mentre tra i Campi Flegrei risaltano i risultati di Salvatore Martusciello “Settevulcani” 2025 e Astroni “Colle Imperatrice” 2024. Tra i Fiano e le denominazioni Cilento, Colli di Salerno e IGP Paestum, equilibrati quelli di Cantina Polito “Saracé” 2025 e Cantina dei Quinti 2024 con il “Giusso”.
Per l’Irpinia straordinari Di Prisco “Fiori Gialli” 2025, la Riserva “Serrapiano” di Torricino 2024, Rocca del Principe con il suo “Versante D’Ercole” 2024 e Laura De Vito con “Arianié” 2023. Infine i Greco immediati e saporiti come quelli di Donnachiara 2025, Benito Ferrara con l’inossidabile “Vigna Cicogna” 2025, Tenuta Cavalier Pepe Riserva “Grancare” 2024, Cantine di Marzo Riserva “Vigna Serrone” 2024 e di Prisco Pietrarosa 2024.
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