Cantine Contrada a Candida e la purezza dei bianchi irpini

Pubblicato in: Cantine e Produttori di Vino

Cantine Contrada
c/da Taverna 83040 – Candida (Av)
Tel. e fax 0825.988434
www.vinicontrada.it
info@vinicontrada.it

Ettari vitati: 6 di proprietà (Vigna Taverna 4 ha, Vigna Parete 1 ha e Vigna Sant’Angelo 1 ha, tutte a Candida) e  2 in conduzione (San Mango sul Calore-Poppano).
Enologo:  Carmine Valentino
Agronomi: non ha agronomo
Allevamento e densità di impianto: Guyot per il Fiano e cordone speronato per l’aglianico (ad eccezione di Poppano). Circa 3.000 ceppi per ettaro
Composizione chimico-fisica del terreno
Vigna Taverna: Medio impasto, con alta percentuale di calcio e potassio. per. Argilloso misto a calcare
Vigna Parete: Argilloso ma non troppo compatto con lievi carenze di azoto e magnesio.
Vigna Sant’Angelo: Argilloso-calcareo con valori medi di micro e macro elementi nella norma
Vigna Poppano: Sciolto misto a pietre con un buon titolo di azoto
Produzione kg/pianta: kg 2 per Vigna Taverna e Poppano, e kg 2,5 per Vigna Parete e Vigna Sant’Angelo.
Esposizione vigne: Vigna Taverna a sud, Vigna Parete sud-ovest, Vigna S. Angelo e Poppano nord-est
Epoca di impianto delle vigne: a cominciare dal ’75 a Vigna Taverna
Altezza media: Vigna Taverna e Vigna Parete  500/550 mt slm. Vigna Sant’Angelo e Poppano 400/450 mt slm
Lavorazione del terreno:  fresatura e trinciatura
Conduzione: in conversione
Lieviti: selezionati
Mercati di riferimento: Italia 30% /Estero 70%  Regioni: Lombardia-Toscana-Campania /Nazioni: Israele-Belgio-Germania
Bottiglie totali prodotte: 60.000
Percentuale di uve acquistate:  30%

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LA STORIA
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La prima vinificazione in proprio delle uve di Vigna Taverna avviene nel 2003. Successivamente si aggiungono le uve di Vigna Parete e poi mano mano quelle delle altre vigne. La famiglia Contrada è la classica famiglia contadina dell’Irpinia che com’era d’uopo una volta, oggi purtroppo non più, traeva il proprio sostentamento esclusivamente dalla terra.

 

La coltivazione sulla quale facevano affidamento e si erano specializzati i genitori  dei fratelli Contrada era la coltivazione del tabacco, non disdegnando comunque, le produzioni di servizio alla vita familiare di tutti i giorni, un po’ di uva compresa. Negli anni ’90, andato in crisi il tabacco a causa la chiusura dei rubinetti dell’integrazione comunitaria, si riconverte l’azienda di famiglia ampliando la coltivazione dell’uva che nel frattempo era diventata particolarmente remunerativa.

Ma il conferimento delle uve alle cantine dura fino ai primi anni 2000, quando, essendo calato il prezzo, si decide di vinificare in proprio le uve prodotte. Gerardo e Michele, con la collaborazione della sorella Rita, incominciano così a produrre un ottimo fiano con la preziosa consulenza dell’enologo Carmine Valentino. Iniziano con circa diecimila bottiglie per poi arrivare, grazie anche all’integrazione di coda di volpe e aglianico, alle attuali sessantamila bottiglie delle quali il 70% è venduto all’estero. I Contrada sono delle persone semplici, ma immensamente ricche dal punto di vista valoriale, il loro carattere ricalca le caratteristiche classiche degli irpini: iniziale chiusura e diffidenza ma successiva apertura e grande generosità. Da loro comprerei ad occhi chiusi un’automobile usata!!!

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LE VIGNE
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Il nucleo principale delle vigne è dislocato intorno alla cantina, a c/da Taverna. La vigna di famiglia, che si è ampliata a mano a mano che si toglieva il tabacco e si piantavano barbatelle di fiano, consta di un’estensione di circa 4 ha con esposizione sud. Siamo a circa 550 mt slm, il sistema di allevamento, trattandosi di fiano, è a guyot. La densità è di 3.000 ceppi per ettaro con una produzione di circa 2 kg per ettaro. A cinquecento metri dalla cantina si trova Vigna Parete. Anche qui è stato impiantato fiano, allevato sempre a guyot, con densità d’impianto di 2700 ceppi/ha ma maggiore produttività per pianta, qui 2,5 kg a pianta. L’esposizione è a sud-ovest  e la composizione fisico-chimica del suolo è  argillosa con relativa compattazione. Dal punto di vista chimico denota carenze di azoto e magnesio. A Vigna Sant’Angelo è impiantato l’aglianico ed il sistema di allevamento è a cordone speronato. Siamo sempre a Candida, a 450 mt slm, esposizione nord-est , 2700 ceppi/ha, e con una produzione di kg. 2,5/pianta. Il terreno è argilloso-calcareo con valori di composizione chimica nella norma.

 

Nella Vigna di Poppano (S. Mango sul Calore) l’esposizione del terreno è a nord-est. Siamo a 450 mt slm con una densità di 3.ooo ceppi/ha e una produzione di kg 2,0/pianta. Il suolo è composto da terreno sciolto misto a pietre, con un buon titolo di azoto. La forma di allevamento, contrariamente all’uso diffuso del cordone speronato per l’aglianico, qui è a guyot modificato per ottenere un grappolo meno compatto e quindi meno sensibile ai marciumi.

La lavorazione del terreno, in tutte le vigne, è ridotta al minimo : solo qualche fresatura e poi trinciatura dell’erba. Per quanto riguarda i trattamenti, si usa solo rame e zolfo. Per quanto attiene alle concimazioni, si usa il sovescio e anche qualche concimazione organo-minerale dove occorre modificare il titolo di qualche elemento.

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I VINI
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Fiano di Avellino 2012

Uva: Fiano 100%
Bottiglie: 25.000
Prezzo in enoteca: 10/12 euro
Vinificazione: acciaio

La caratterizzazione di questo vino, insieme ai bei sentori floreali e fruttati, è la tagliente mineralità che costituisce il marker territoriale del suolo argilloso-calcareo. Da apprezzare anche la piacevole chiusura amarognola-tostata e la discreta lunghezza.

Irpinia Aglianico Giardino 2011

Uva: aglianico 100%
Bottiglie: 10.000
Prezzo in enoteca: 7/8 euro
Vinificazione: acciaio

Un vino semplice, nell’era del 2.0 si dice “gastronomico”, e cioè da facile abbinamento al cibo. Molto fruttato, discreta acidità, scende bene sulla maccaronara al “tiano” di coniglio. Ottimo rapporto qualità/prezzo.

Taurasi Hirpus 2007

Uva: aglianico 100%
Bottiglie: 5.000
Prezzo in enoteca: 16/18 euro
Vinificazione: acciaio, barrique e tonneaux

Questo vino è prodotto con uve acquistate a Castelfranci (550 mt slm), uno degli areali più vocati per la denominazione. Notevole complessità, corpo e struttura. Ma anche il frutto è in bell’evidenza e viaggia sull’onda di una freschezza che a dispetto dei sette anni compiuti, è ancora tagliente. Con i mugliatielli (interiora d’agnello avvolte dalle budella dell’agnello stesso)…ci va a nozze!!!

Coda di volpe Taberna 2012

Uva: coda di volpe 100%
Bottiglie: 5.000
Prezzo in enoteca: 7/8 euro

Abbiamo trovato anche un ottimo coda di volpe, sebbene non ai livelli del Fiano soprattutto rispetto alla freschezza, ma comunque ricco nella sua semplicità della funzione “gastronomica”. Lo vorremmo bere in abbinamento ad un piatto di lagane e ceci che nei lunghi inverni dell’Irpinia si trova spesso nelle case dei contadini di Candida. E anche questo vino ha un eccellente rapporto qualità/prezzo.

Criticità riscontrate dal produttore

-Burocrazia eccessiva per una piccola azienda

-Scarso impegno da parte degli enti preposti nella promozione dei vini

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CONCLUSIONI

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Quando in un’azienda, per quanto piccola possa essere, sono ben chiari i ruoli di ogni componente e non c’è sovrapposizione, le cose quasi sempre filano lisce come l’olio. E’ il caso dei fratelli Contrada, infatti, Michele si occupa esclusivamente delle vigne, Gerardo prevalentemente del commerciale e del marketing e Rita collabora in cantina, particolarmente nelle fasi dei travasi e dell’imbottigliamento. Sembra niente, ma l’organizzazione è una parte importante di ogni azienda di qualsiasi dimensione e in qualunque settore operi. Se è vero come è vero che un buon vino si fa prima in vigna e poi in cantina, la cura delle vigne e dell’igiene di cantina nell’azienda Contrada, si notano subito e testimoniano l’impegno e la costanza nel ricercare la qualità. Pur essendo persone schive, non molto avvezze alle frequentazioni mediatiche, sono spesso nelle manifestazioni ufficiali del vino, amano confrontarsi con altri produttori e soprattutto assaggiano gli altri vini, cosa non molto frequente nella nostra regione. Gerardo ha una sua idea nell’interpretare il suo territorio, le sue vigne, non è uno di quei produttori che accetta passivamente l’impostazione dell’enologo (magari di grido) che usa lo stesso protocollo per areali che hanno delle caratteristiche completamente diverse. Basti pensare che ha avuto il coraggio di modificare “ereticamente” la potatura dell’aglianico a Poppano da cordone speronato a guyot!!! Insomma, bella azienda, belle persone senza tanti grilli per la testa ma soprattutto grandi lavoratori che credono fortemente nel loro progetto.

 

Lello Tornatore


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