Varvaglione e Casino Nitti: nasce un polo europeo della biodiversità viticola

Pubblicato in: Cantine e Produttori di Vino

Varvaglione 1921

Contrada Santa Lucia, Leporano (TA)

di Antonella Amodio

La cantina Varvaglione 1921 è una storica realtà vitivinicola pugliese, fondata nel 1921 e ancora oggi guidata dalla famiglia Varvaglione, giunta alla quarta generazione. Radicata nel Salento, l’azienda ha costruito la propria identità valorizzando i vitigni autoctoni, in particolare il Primitivo, il Negroamaro e il Fiano, affiancati da varietà internazionali, unendo tradizione produttiva e tecnologie moderne. Con una produzione importante di bottiglie distribuite in numerosi Paesi, la cantina si distingue come modello che integra vigneti di proprietà e collaborazioni con viticoltori locali. Oggi, sotto la guida di Cosimo Varvaglione insieme ai figli Marzia, Angelo e Francesca, l’azienda punta su sostenibilità, ricerca e innovazione, esplorando nuovi segmenti e progetti legati alla biodiversità.

In questo percorso si inserisce l’acquisizione di Casino Nitti, azienda agricola situata nell’agro di Lizzano, nel cuore della DOP Primitivo di Manduria. L’operazione ha riguardato circa 75 ettari di vigneti e ha portato la superficie vitata complessiva della famiglia oltre i 200 ettari, distribuiti in tre comuni della provincia di Taranto. Casino Nitti è una masseria di fine Ottocento affacciata sul Mar Ionio, legata alla figura di Francesco Saverio Nitti, economista e Presidente del Consiglio del Regno d’Italia nel primo dopoguerra. Oltre al valore storico e paesaggistico, rappresenta uno dei progetti più significativi in Europa per la tutela della biodiversità viticola. Il cuore della tenuta è un vigneto sperimentale unico, sviluppato in collaborazione con l’Università degli Studi di Milano e guidato dal professor Attilio Scienza. Qui sono state raccolte e coltivate oltre 500 varietà di vitigni autoctoni e minori del Mediterraneo, trasformando la tenuta in una vera banca del germoplasma vivente.

L’obiettivo è duplice: da un lato preservare varietà antiche a rischio di estinzione, dall’altro studiare il comportamento delle viti in condizioni di stress idrico e di cambiamento climatico. Accanto a vitigni noti pugliesi, trovano spazio numerose varietà rare, fondamentali per comprendere l’evoluzione della viticoltura mediterranea.

La famiglia Varvaglione intende valorizzare questo patrimonio rilanciando la ricerca e rafforzando il dialogo con il mondo accademico. L’integrazione di Casino Nitti si inserisce in una visione più ampia di agricoltura sostenibile, basata su vigneti resilienti, riduzione degli input chimici, monitoraggio tecnologico e utilizzo di materiali riciclabili.

Parallelamente, l’azienda porta avanti nuovi progetti produttivi, tra cui il primo spumante Metodo Classico da uve Fiano e una linea di vini dealcolati, in risposta alle evoluzioni del mercato internazionale.

A rafforzare il ruolo della famiglia nel panorama vitivinicolo europeo è anche la recente nomina di Marzia Varvaglione alla presidenza del Comité Européen des Entreprises Vins per il triennio 2025-2028, prima donna e prima rappresentante del territorio tarantino a ricoprire questo incarico.

Con l’acquisizione di Casino Nitti, Varvaglione non solo amplia la propria capacità produttiva, ma si pone al centro di un progetto culturale e scientifico che guarda al futuro del vino attraverso la memoria delle sue radici. Il vigneto, con le sue oltre 500 varietà, si configura come un vero “custode del vino del futuro”: uno spazio in cui la tutela e il recupero della biodiversità delle uve diventano strumenti essenziali per comprendere origini, evoluzioni e prospettive della viticoltura contemporanea.

 


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