
di Floriana Barone
Una suggestiva tradizione centenaria, che si rinnova ogni anno l’11 novembre: la pizza di San Martino è una specialità dei forni di Ceprano, comune nel cuore della Ciociaria. Pepe nero e abbondante olio extravergine d’oliva: sono questi gli ingredienti principali con cui si realizza questa pizza bianca, prodotta ancora oggi dai forni del paese per l’assaggio del vino novello, subito dopo l’apertura delle botti. “Per San Martino cadon le foglie e si spilla il vino”, recita un vecchio proverbio. Le origini di questa tradizione non sono note: senza ombra di dubbio, è fortemente legata al periodo della vendemmia e, ancora oggi, rappresenta un’usanza molto forte tra i cepranesi. E, un tempo, l’11 novembre, si organizzava la famosa processione “dei cornuti”: San Martino viene associato, infatti, anche questa festa, celebrata in diversi comuni italiani.
A Ceprano Lucia Iacone e Marcello Dragonetti sfornano la pizza di San Martino da quando hanno aperto il forno Antichi Sapori, ben 24 anni fa. Utilizzano la farina di tipo zero, molto pepe e olio extravergine d’oliva: preparano circa 200 pizze, che vendono l’11 novembre, ma anche nei giorni precedenti o successivi. Oltre alla pizza con il pepe, un tempo, insieme al vino novello, qui esisteva la tradizione di mangiare le castagne, le salsicce con i broccoletti o le noci: alimenti che stimolavano la sete e favorivano la degustazione del vino nuovo. A Ceprano, l’11 novembre, le botti erano collocate agli angoli delle strade e il profumo del mosto avvolgeva tutto il paese. In campagna, invece, molti contadini preparavano in casa la pizza di San Martino per consumarla il sabato e la domenica e celebrare insieme i frutti della terra e l’abbondanza di cibo.
Dai un'occhiata anche a:
- Calcata, il borgo dove non ti innamori solo del luogo ma anche delle persone
- A Napoli il latte nei drink, ecco l’aperitivo insolito dei fratelli Izzo
- Quanto spendiamo a testa per i viaggi? La classifica delle province
- Come capire quando la carne di maiale è davvero buona?
- Tivoli tra storia e benessere: l’evoluzione contemporanea del Grand Hotel Duca d’Este
- La barchiglia e il biscotto di Castellammare: dolce e salato di identità
- Alla scuola Dolce & Salato un corso per la gestione del rischio nel mondo dell’enogastronomia
- I vini da abbinare ai panini di Puok