
La sala rossa è stata segnata da un’apertura importante e molto partecipata in occasione della seconda giornata di LSDM10: quella di Chicco Cerea. Tre stelle Michelin con il ristorante di famiglia di Brusaporto “Da Vittorio”, che ha ormai superato i cinquant’anni.
Testimone di com’è cambiata la cucina italiana nel tempo, “non siamo soltanto le orecchie di elefante per quanto siano un simbolo forte”.
Chicco Cerea ad LSDM10. Foto di Francesca Massa.
Lo chef Chicco Cerea, figlio di chi ha portato il pesce in Lombardia, oggi ha voluto celebrare la mozzarella di bufala con due piatti ricchi: un kraften con ripieno di mozzarella di bufala, ricotta di bufala, colatura di alici, origano fresco e chutney di pomodori verdi ed un calamaro ripieno di mozzarella affumicata, panna di bufala ed alici.
Il Krapfen presentato da Chicco Cerea ad LSDM10. Foto di Francesca Massa.
Lui, una testimonianza molto forte di come si possa conciliare quantità e qualità, “è importante capire che non si possono proporre gli stessi piatti per 4 persone e per 4 mila, l’esperienza fornisce soluzioni e visioni nuove che ci permettono di fare grandi catering senza perdere colpi”.
Chicco Cerea, calamaro ripieno di mozzarella affumicata, panna di bufala ed alici. Foto di Francesca Massa,
Difatti l’esperienza con catering importanti (anche numericamente) in giro per il mondo, ha conferito alla famiglia Cerea una indiscussa esperienza nel conciliare qualità e quantità. Ma si può e si deve contemplare entrambi i concetti, anche in questo intervento una conferma.
Ma il suo ultimo pensiero va alla cucina italiana in quanto patrimonio collettivo, “dobbiamo tutelarla meglio, se permettiamo che venga stravolta andrà a ledere il lavoro di chi si impegna, purtroppo continuiamo a fare gruppo con fatica”.
di Antonella Petitti.
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