di Ugo Marchionne
Certe volte accade che anche le belle storie, quelle che ci piace raccontare, non abbiano un lieto fine. Il matrimonio tra il Sancta Sanctorum, il ristorante di via Filangieri e la città di Napoli parrebbe essere finito. Al momento il ristorante mantiene chiusa la sua porta sul salotto lucente della Napoli bene. Dal 22 Gennaio 2018 il Sancta Sanctorum era entrato in un periodo di pausa forzata a causa di distonie organizzative.
Moderno, contemporaneo, con uno sguardo alle realtà newyorkesi dei palazzi gastronomici multilivello. Fino in fondo la direzione dall’interno di Stefano Parisio e di Raffaele Dell’Aria hanno mantenuto il livello e la qualità di servizio del Sancta Sanctorum di primo piano. La qualità di una brigata giovane, dalla sala alla cucina, passando per l’American Bar aveva conquistato una clientela Trans-generazionale. Iconico l’aperitivo del Mercoledi che radunava dai 150 ai 300 ospiti, perlopiù giovani come me, attirati da un ambiente gustosamente lussuoso e accattivante.
Per il momento il ristorante sembra essersi preso una lunga pausa in attesa di ulteriori sviluppi da parte della proprietà. Moltissimo era stato fatto dalla brigata e dalla squadra tutta del Sancta Sanctorum. I riconoscimenti del pubblico e delle guide lasciavano presagire un roseo futuro che speriamo le parti possano comunque perseguire. Le divergenze organizzative e le difficoltà legate ad una location del genere sicuramente hanno influito nel creare qualche difficoltà, ma il valore di ogni singolo piatto ha sicuramente lasciato un segno forte nei commensali. Tanti eventi di primissimo piano, qualche Kermesse di coppia con altre realtà della ristorazione campana e il 4 mani con Igles Corelli. Serviva forse ancora qualche mese per raggiungere un livello di consolidamento stabile. Peccato. Speriamo che questo format e questo concept possa tornare in altra forma. Per ora la scalata del Sancta Sanctorum alla vetta di categoria parrebbe essere giunta al capolinea.
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