Razze autoctone, il tesoro italiano: Vincenzo Peretti nuovo presidente ConSDABI

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Il ConSDABI punta a rilanciare la tutela delle razze autoctone come risorsa genetica, culturale ed economica per il futuro. Per centrare questo obiettivo arriva alla presidenza Vincenzo Peretti, professore ordinario di Genetica Veterinaria del dipartimento di Medicina Veterinaria e Produzioni Animali dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, che vanta un lungo percorso professionale dedicato proprio a questo settore.

Dietro l’acronimo ConSDABI c’è il Consorzio per la Sperimentazione, Divulgazione e Applicazione di Biotecniche Innovative, l’ente che da anni difende le razze autoctone e in via di estinzione. Non sono “semplici” animali da allevamento, ma un patrimonio genetico prezioso e indispensabile per il futuro dell’umanità e del pianeta.

Una nomina accolta con favore dalla Coldiretti Campania. “Al presidente Peretti gli auguri di buon lavoro. La sua grande esperienza in questo importante settore della zootecnia consentirà di conservare e valorizzare le razze autoctone regionali e italiane. Animali che raccontano secoli di rapporto fra allevatore e territorio che continuano ad essere di grande valore per tutta la comunità” spiegano il presidente Ettore Bellelli e il direttore regionale Salvatore Loffreda.

La missione del ConSDABI parte da un’idea precisa: la biodiversità animale è una “ricchezza reale”, fatta di informazioni genetiche e citogenetiche che vanno tutelate. L’obiettivo è garantire i cosiddetti “servizi all’ecosistema”, inserendo ogni razza autoctona nella più ampia visione dell’ecologia del paesaggio.

 “Comincia oggi un percorso di grande importanza e responsabilità – spiega Vincenzo Peretti –. Salvare una razza autoctona vuol dire conservare intatta storia, tradizione e biodiversità dei territori che le ospitano. La loro conservazione è da sempre di interesse pubblico. Oltre al fascino ed alle tradizioni, salvaguardarle in modo produttivo e sostenibile genera economia consentendo ai territori ed alle aree interne di essere vive e competitive”.

Con la nuova presidenza, il Consorzio vuole passare da una tutela “da museo” a una valorizzazione dinamica e sostenibile delle risorse genetiche locali, facendo delle tradizioni zootecniche italiane e campane un motore di competitività e crescita.


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