Cortona Bistrot, un progetto d’amore tra cucina toscana e design contemporaneo

Pubblicato in: I vini da non perdere

di Tonia Credendino
A Cortona basta imboccare una salita per cambiare prospettiva. In via Santa Margherita, al civico 13, il Cortona Bistrot si affaccia su piazza Garibaldi e sulla valle. I due tavolini all’aperto, appoggiati al muretto, sembrano disegnati per fermarsi proprio lì: la città è vicina, il panorama si apre davanti e la passeggiata può trasformarsi in una cena. È una posizione che appartiene a Cortona, alla sua pietra, alle sue salite e a quel modo speciale che ha di sorprendere dietro un angolo.

Dalla strada si entra in un ambiente raccolto, dove suggestioni vintage e dettagli di design contemporaneo convivono con naturalezza. Luci morbide, musica e arredi scelti con cura danno al locale il carattere di un salotto: si sta vicini, si conversa, ci si sente accolti. La sala non cerca di stupire con effetti, ma invita a restare. E la cucina a vista, con i suoi profumi e i suoi gesti, rende questa sensazione ancora più concreta.

È lì che lo sguardo torna spesso. La cucina ha il ritmo di un laboratorio artigiano: mani al lavoro, attenzione ai passaggi, preparazioni che prendono forma davanti agli ospiti. Non è una scena costruita per essere osservata, ma una parte viva della serata. Il lavoro ai fornelli entra in dialogo con la sala, stimola la curiosità e crea una continuità tra chi prepara e chi aspetta il piatto.

In questo dialogo si riconosce il progetto di Anita e Davide, coppia nella vita e nel lavoro. La loro intesa si legge nei gesti e nell’atmosfera che hanno costruito. Anita è sorridente e concentrata ai fornelli, sempre immersa nelle preparazioni; Davide accoglie con una gentilezza spontanea, mettendo gli ospiti a proprio agio. Insieme danno forma a un’idea di ospitalità personale, che non si limita al servizio: fa sentire chi arriva parte di un luogo vissuto.

La cucina segue la stessa idea di accoglienza: una proposta ampia, in cui i sapori toscani incontrano preparazioni più contemporanee. Tra gli antipasti, la tartare di Fassona accosta senape, miele, tuorlo d’uovo, frutto del cappero e formaggio di capra; il vitel tonné porta in tavola un classico dalla consistenza morbida e avvolgente.

Il tagliere misto riunisce salumi toscani e formaggi freschi e stagionati, mentre il pan brusco con fegatini di pollo e tartufo richiama sapori più intensi. C’è anche la caprese di burrata, semplice e immediata, e l’uovo cotto al coccio con pecorino e tartufo, piatto essenziale che concentra nel suo ingrediente principale una promessa di cremosità e profumo.
Tra i primi, le tagliatelle con ragù bianco toscano all’antica evocano una cucina di casa, ricca e familiare. I pici al fumo d’anatra, con speck d’anatra affumicato, pomodoro, rum e crema di latte, si muovono su un registro più deciso. La lasagna al pesto con granella di pistacchi e crumble di salsiccia gioca invece su consistenze diverse; i cappellacci con scamorza e melanzane incontrano il gusto dei pomodorini arrostiti. A completare la scelta, il baccalà “ubriaco”, con pomodorini, vino bianco e vinsanto, porta in tavola un accostamento insolito ma legato ai sapori del territorio.

Anche i secondi offrono più interpretazioni della carne. La tagliata di manzo può arrivare con i suoi contorni, alla genovese con cipolle stufate, oppure con rucola, grana e pomodorini. Accanto, l’arrosto di maiale al Marsala con crema di patate e il coniglio fritto con salsa allo yogurt greco e aioli ampliano la proposta. Patate arrosto, verdure grigliate, fagioli all’uccelletto e ceci al rosmarino completano la tavola con contorni familiari e generosi.
La pinsa, lasciata lievitare a lungo, offre una possibilità più informale, da condividere o scegliere come piatto unico. Le versioni vanno dal pomodoro, mozzarella e pesto al basilico alla mortadella con crema di pistacchi; ci sono poi la variante piccante con ’nduja e cipolle rosse e quella con salsiccia, funghi e tartufo. Una proposta che si inserisce bene nello spirito del bistrot: lasciare spazio a occasioni diverse, da una cena più articolata a una sosta conviviale tra amici.

La scelta di vini e birre accompagna i diversi piatti e completa una tavola pensata per essere vissuta senza fretta. Qui la cena non ha bisogno di un ritmo imposto: si può iniziare con un assaggio al centro, scegliere un primo, indugiare sul secondo e lasciare che la conversazione continui. La cura della cucina, il calore dell’ambiente e la presenza discreta di Davide contribuiscono a rendere ogni passaggio naturale.

È forse questo il tratto che più resta del Cortona Bistrot: la coerenza tra il luogo, la cucina e le persone che lo animano. La salita e il panorama introducono alla serata; gli arredi raccontano l’incontro tra memoria e contemporaneità; la cucina a vista mostra il lavoro che c’è dietro ogni piatto. Poi ci sono Anita, sempre sorridente ai fornelli, e Davide, con la sua accoglienza gentile. Elementi diversi che qui trovano una misura comune.
La cena finisce, ma non subito viene voglia di alzarsi. Si resta ancora qualche minuto, si scambia un’ultima parola, si guarda la luce cambiare sulla piazza. Cortona Bistrot è uno di quei luoghi in cui l’ospitalità non si annuncia: si avverte, e fa venire voglia di prolungare la serata.

Cortona Bistrot

Via Santa Margherita 13, 52044 Cortona (AR)

Telefono: +39 0575 62957

Instagram: @cortona_bistrot


Dai un'occhiata anche a:

Exit mobile version