Il Nebbiolo oltre il Barolo: Tenuta Carretta a Piobesi d’Alba, al di là del Tanaro

Pubblicato in: I vini da non perdere

di Valeria Lopis

In Piemonte il confine segnato dal corso del fiume Tanaro non è solo geografico, ma sensoriale. Oltre le Langhe, dove il Nebbiolo smette gli abiti del Barolo per affondare nelle sabbie del Roero, tra il salisceni vertiginoso delle colline di Piobesi d’Alba, Tenuta Carretta è tra le cantine più antiche dell’intero areale.

I primi documenti notarili attestanti la produzione vitivinicola risalgono al 1467 e consegnano alla nobildonna Careta, che accompagna ancora con il suo nome la cantina, l’eredità del possedimento. In più di cinque secoli di storia sono stati solo quattro i passaggi di proprietà: l’ultimo nel 1985 in mano alla famiglia Miroglio, già rinomata nell’imprenditoria del tessile, che ha realizzato nel vino un percorso altrettanto eccellente e creativo a quello compiuto nella moda, trasferendo nella materia liquida la stessa cura per il dettaglio, l’eleganza e la ricerca della “trama” perfetta.

Il patrimonio viticolo della tenuta conta attualmente 80 ettari, un mosaico di terre nel cuore del distretto UNESCO Langhe-Roero e nel Monferrato, una mappa di eccellenza che attraversa le denominazioni più prestigiose del Piemonte in circa 25 referenze prodotte, tutte firmate dall’enologo Paolo Scaiola: dall’Alta Langa al Barolo Chinato, dal riconosciuto Barolo di Cannubi all’espressione più tipica del Dolcetto d’Alba Superiore.

L’imponente anfiteatro naturale di 35 ettari che circonda la cantina a Piobesi d’Alba è un unico grande appezzamento dove l’Arneis domina la scena affiancato da Nebbiolo e Barbera. Tale unicità, di godere di un’estensione significativa in un territorio così ricco e sfaccettato, costituisce un corredo di biodiversità che permette a Tenuta Carretta di essere molto più che una firma d’eccellenza del Barolo e di saper interpretare anche le altre numerose sfumature del terroir piemontese in un viaggio degustativo che parte dalla freschezza del Roero per approdare alla complessità delle marne di Langa.

Un po’ meno conosciuto dei fratelli della sponda opposta, il Nebbiolo del Roero è agile e profondo e regala una beva magnetica che non teme il confronto. Altra stella vitivinicola che brilla nella collezione di Tenuta Carretta e nasce al di là del Tanaro è l’Arneis, l’autoctono a bacca bianca che a Piobesi d’Alba prende vita con distinta sapidità e freschezza floreale.

Edoardo Miroglio e Ivana Brignolo, insieme al figlio Franco, rappresentano oggi l’anima di un’evoluzione stilistica che punta a valorizzare ogni etichetta e che fa delle connessioni un valore aggiunto. Ivana Brignolo Miroglio ha saputo imprimere alla cantina un’impronta colta e multidisciplinare: ne è un esempio il legame strutturale con l’arte, testimoniato dalla mostra permanente che ogni anno si rinnova negli spazi più intimi della cantina.

L’ultima esposizione a cura del fotografo Davide Dutto ha unito immagini del mondo mediorientale con le mura storiche della cantina in un percorso sinestetico tra vista e gusto.

L’intraprendenza della famiglia, però, non si ferma ai confini sabaudi. Dal 2005 i Miroglio hanno avviato un’importante sfida internazionale con la cantina Edoardo Miroglio Wine in Bulgaria. Tra Sliven e Burgas a 100km dal Mar Nero, 180 ettari di avamposto agricolo e vinicolo nei Balcani, coltivati soprattutto con Chardonnay e Pinot Nero e con il Mavrud, antico vitigno autoctono bulgaro riscoperto e valorizzato.

Gli assaggi da non perdere:

L’eclettismo produttivo di Tenuta Carretta meriterebbe un’esplorazione integrale per essere compreso pienamente; la capacità della cantina di muoversi con disinvoltura tra i diversi registri del terroir piemontese la posiziona come un punto di riferimento per chi cerca nel calice non solo il blasone, ma la vibrazione autentica di una regione che sa essere custode di memorie e anticipatrice di una certa contemporaneità. Per comprendere come la maestria dei barolisti sappia declinarsi con la medesima eleganza anche su altre espressioni del Nebbiolo, ecco una selezione che attraversa il fiume, unendo il carattere sabbioso del Roero alla finezza del Barbaresco:

Roero Riserva DOCG “Bric Paradiso” 2020 – È il manifesto del Nebbiolo che sfida la sabbia. Il “Bric Paradiso” è un cru che unisce la struttura del vitigno a una freschezza floreale unica. Al palato è agile, profondo; i tannini sono fitti e setosi. Emerge in questo assaggio il lato più raffinato e vibrante del Nebbiolo, dimostrando che oltre il Tanaro l’eleganza persiste e si esprime con grande finezza.

Barbaresco Riserva DOCG “Cascina Bordino” 2019 – Nebbiolo in purezza del versante orientale del Comune di Treiso. L’annata 2019 esprime tutta l’austerità e la classe del Nebbiolo di Langa. La particolarità di Cascina Bordino è la sua posizione: una vigna che guarda in faccia la collina di Barolo dall’altro lato della valle, quasi a volerne assorbire la potenza per tradurla nella finezza tipica del Barbaresco. Note di viola, radice di liquirizia e una sapidità minerale persistente rendono questo sorso un’esperienza di pura sartoria enologica.

Barbaresco DOCG “Garassino” 2021 – 100% Nebbiolo proveniente da un single vineyard di straordinaria tensione, appartenente a una menzione geografica situata proprio nel comune di Barbaresco. L’annata 2021 regala un sorso vibrante, caratterizzato da una freschezza agrumata che danza insieme a note di frutti di bosco e petali di rosa. La trama tannica è fitta ma di rara finezza, portando nel calice la declinazione più leggiadra e “verticale” della Langa.

Tenuita Carretta a Piobesi d’Alba

Località Carretta, 2
Telefono: 0173 619119
www.tenutacarretta.it/

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