
Il segnale mi era arrivato da un manager di una catena di locali: in budget con Expo era previsto almeno un più 20% ed invece a due mesi ci si ritrova sotto le previsioni.
Poi alcuni rivenditori di bibite e di vini mi confermano la sensazione: Expo è un buon business solo per chi eroga servizi dentro il villaggio di Foodlandia. I trasporti sono così ben organizzati che consente un turismo mordi e fuggi.
Si arriva per una giornata, si consuma e si riparte in giornata.
Cosa ne è delle frenesie dell’apertura? Quando persino una scopata doveva essere fatta a Milano altrimenti non aveva senso?
Ben poco, a quanto pare.
Pochi contenuti, con gli enti pubblici in affanno sui tempi, tanto spettacolo. E chi ha investito nel capoluogo ora appare in difficoltà.
Chiaro, non ci sono dati ufficiali, ma la sensazione è questa. Che spero possa essere smentita.
Dai un'occhiata anche a:
- Panettoni artigianali? Sì, ma diamoci una calmata e facciamo attenzione
- Il declino di Identità Golose ha cause profonde e strutturali
- E’ il momento di creare il Consorzio del Taurasi docg
- Due giorni alla ricerca di cose buone ma cosi proprio non va
- Marco Contursi: pasticcieri che non si sanno comportare
- Sapete realmente cos’è un bar?
- La parabola della Michelin: da guida per i clienti a paranoia dei cuochi
- A Carnevale la Cucina Italiana è senza maschera perchè spesso è Carnevale negli altri 364 giorni