
Peppe Iallonardo, ristoratore Ischitana (Oasi La Vigna) è morto ieri travolto dal fango a 50 anni.
Cinque anni fa, in analoghe circostante, è morto lo chef Carmine Abate ad Atrani.
Quando succedono queste cose monta una rabbia incontenibile per quello che succede tra un disastro e l’altro: sindaci che chiedono condoni, costruttori capaci di edificare anche in aree protette, abusivi che si oppongono con la forza alle ordinanze di abbbattimento.
Una cecità collettiva che apre gli gli occhi sono quando c’è il morto, leggere il titolo di un giornale e richiuderlo il giorno dopo per obbedire alle esigenze della speculazione e delle iene ambientali organizzate in lobby capaci di condizionare uffici tecnici e politici.
Peppe si impegnò a difendere l’ambiente anche con una candidatura, ma invano.
Ieri è finito così. Da domani la colpa della crisi torna ad essere degli ambientalisti che vogliono bloccare l’economia. Ma quanto ci costa ogni disastro?
Dai un'occhiata anche a:
- Due giorni alla ricerca di cose buone ma cosi proprio non va
- Sapete realmente cos’è un bar?
- Ho mangiato male perchè non esiste piu la trattoria
- Oasis di Vallesaccarda e la formula della felicità: prima il cliente poi l’ego dello chef
- Gino Sorbillo: marchio Pizza Italia contro l’Italian Sounding nel mondo
- A Carnevale la Cucina Italiana è senza maschera perchè spesso è Carnevale negli altri 364 giorni
- Gigi Rana: attenzione, ora manca anche chi deve lavorare in cucina
- Panettoni artigianali? Sì, ma diamoci una calmata e facciamo attenzione