Garofano: Grandi Vini in Puglia

Pubblicato in: I vini da non perdere

di Antonio Di Spirito

Non ho mai conosciuto Severino Garofano, ma ne ho sempre sentito parlare come un mito; uno dei pochi personaggi notevoli del panorama enoico nazionale, un’icona fra le più visualizzate, direbbero i giovani di oggi.

Irpino di nascita; è nato, infatti, a San Potito Ultra nel 1935, provincia di Avellino, uno dei pochi paesi “consacrati “ al Fiano d’Avellino e formazione, si è trasferito in Puglia, dove il vino era sfuso o da taglio; dapprima ha fatto crescere la qualità delle grandi masse di vino (quelle che in treno o in autobotti andavano a “sostenere” qualità e quantità dei grandi vini del nord Italia, ma anche all’estero) e, poi, ha fatto crescere in qualità quel vino per essere imbottigliato, firmando, quindi, etichette prestigiose in Puglia, quali il Patriglione, il Notarpanaro ed il Graticciaia e Gravello e Duca san Felice in Calabria. Questa trasformazione (che qualcuno ha soprannominato “Risorgimento”) è avvenuto in concomitanza della rinascita del vino Italiano.

Dev’essere stato anche un uomo dotato di un ottimo senso dell’humor e, soprattutto, di auto-ironia: decise di dare vita ad una propria azienda dopo aver letto un monito della Baronessa de Rothschild: “Non è difficile produrre vino: solo i primi 200 anni possono dare qualche complicazione”!
C’erano naturalmente altre considerazioni che spingevano a fare il grande passo: intanto un po’ di ambizione personale; e, poi, l’interesse mostrato dai figli Stefano e Renata.

Nel 1995 fonda l’azienda Tenuta Li Monaci a Copertino (Le), dove i figli poterono crescere nell’azienda di famiglia, beneficiando delle competenze e dell’esperienza del padre. Naturalmente, il vitigno principe era ed è rimasto il negroamaro ed una piccola produzione di uve chardonnay.
L’antica masseria si estende per trenta ettari di terreno, di cui circa sedici ettari sono coltivati a vigneto.
Severino ci ha lasciati nel 2018 ed oggi i figli hanno voluto celebrare il trentennale dell’azienda, tributando un grande riconoscimento a lui ed alle sue origini, facendo debuttare una nuova ed importante etichetta: un vino bianco prodotto con uve fiano.

Bianca dei Censi 2025 Salento IGP Bianco Fiano
Degustato alla cieca, non sarebbe difficile scambiarlo per un Fiano d’Avellino: gli manca poco! Ha colore paglierino intenso e profumi di agrumi, mandorla, fiori gialli e salvia. Quanti sapori al palato! Agrumi dolci, frutta a pasta gialla, frutta secca; il sorso è asciutto, l’acidità è sostenuta e ben integrata. Equilibrato ed armonico. Un vino per l’estate.

Girofle 2025 Salento IGP Rosato Negroamaro
Uno dei vini rosati della casa, prodotto, come da tradizione territoriale, con uve negroamaro. Ha colore rosa intenso e regala profumi di ciliegia, fiori di campo, carrube e leggere note agrumate. Il sorso è fruttato, un po’ dolce, ma asciutto, sapido e speziato. Dissetante.

Le Braci 2017 Salento IGP Rosso Negroamaro
Con questo vino si entra nella storia dell’azienda; una storia persistente. Le uve sono, naturalmente, negroamaro, raccolte surmature, anzi, avvizzite; questa pratica porta profumi molto intensi. Ha colore rubino intenso con note purpuree, appena sfumato sull’unghia. Quadro olfattivo molto complesso; si apprezzano profumi di ciliegia, nocciola, tizzone ardente, note balsamiche, ma anche profumi di erbe aromatiche. Sorso avvolgente e sapori fruttati molto intensi; è scorrevole, vibrante, abbastanza asciutto, ma con ritorno costante dell’acidità. Chiude sapido e speziato. Persistente ed armonico.


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