Vini Rossi Cantina del Taburno – Nuove annate

Pubblicato in: I vini da non perdere

di Enrico Malgi

Dopo aver recensito quasi un mese e mezzo fa i vini bianchi di Cantina del Taburno di Enzo Rillo, adesso è arrivato il turno di prendere in esame cinque bottiglie di vini rossi aziendali di nuove annate.
Piedirosso Sannio Doc 2024. Soltanto Piedirosso vendemmiato ad inizio di ottobre. Maturazione in legno. Tasso alcolico di tredici gradi. Prezzo finale di 10,00 euro.
Nel calice traspare il tipico il colore varietale rosso rubino brillante e poco concentrato. Bouquet ampio ed interessante, il quale trasmette al naso fragranti e conniventi essenze di tanta buona frutta fresca, soprattutto quella di rosso vestita: ciliegia, melagrana, fragola, lampone e mirtilli. Accattivanti poi i profumi floreali di geranio e di viola, mischiati insieme con impronte vegetali e speziate. Sfumature in sottofondo di tostato e di fumé. In bocca penetra un sorso che fila liscio come l’olio, succoso, immediato, elegante, aggraziato, morbido, sapido, insinuante ed armonico e connotato poi da tannini affusolati e setosi. Approccio tattile scattante, nitido, fine, secco e bene equilibrato, che declina così un amalgama avvincente che infittisce il gusto. Lo slancio finale risulta deliziosamente amarognolo e portatore di un frutto pieno ed appagante. Da bere giovane su un piatto di spaghetti al pomodoro e tagliere di salumi.

Barbera Sannio Doc 2024. Barbera al 100% vendemmiata ad inizio di ottobre. Maturazione in acciaio. Tenore alcolico di tredici gradi. Prezzo finale di 10,00 euro.
Ormai è stato acclarato che la Barbera sannita risulta essere la Camaiola, un antico vitigno beneventano a bacca rossa.
Veste cromatica segnata da uno scintillante e ben delineato colore rosso rubino, con riflessi purpurei sull’unghia. Tratto aromatico intensamente affastellato in primis da marcate effusioni fruttate di amarena, susina nera, fragoline di bosco, lamponi e ribes a cui fanno seguito garbate credenziali floreali e vegetali di ottima costumanza. Frammenti speziati in sottofondo. In bocca fa il suo esordio un sorso approcciabile, beverino, schietto, arrotondato, glicerico, godurioso, appassionato, ruffiano, tagliente, minerale e senza alcuna asperità tannica. Mentre il gusto è sicuramente piacevole, fruttato, preciso, aggraziato, leggero, profumato, ammaliante e seducente. Allure affascinante ed aristocratica. Longevità tutta da scoprire. Chiusura appagante. Ottimo compagno di una bella zuppa di pesce e carne bianca.
Fidelis Aglianico Sannio Doc 2021. Aglianico vendemmiato a fine ottobre. Affinamento in legno piccolo e grande. Alcolicità di tredici gradi. Prezzo finale di 10,00 euro.
Alla vista si manifesta un intenso e luccicante colore rubineggiante. Crogiolo depositario di un corollario di pervasivi e multipli profumi, che evocano compiutamente percezioni olfattive di marasca, prugna, scorza d’arancia, piccole drupe del sottobosco, violetta, iris, effusioni di erbe aromatiche, giocosità speziate di cannella e di noce moscata e credenziali terziarie di ottimo livello. Approccio palatale molto espressivo, centrato, fresco, arrotondato, sapido, morbido, equilibrato, strutturato e balsamico. Modulazione tattile fine, armonica, seducente, fiera, scalpitante, tonica e reattiva. Tessitura tannica giustamente presente, ma senza fare danni. Legno ben misurato. Serbevolezza ancora intatta. Affondo finale decisamente accattivante. Provato su un piatto di pasta al forno e cotoletta di maiale impanata e fritta con contorno di patatine ed è stato perfetto!

Delius Aglianico del Taburno Docg 2020. Le uve di Aglianico sono state raccolte ad inizio di novembre. Affinamento in barriques. Gradazione alcolica di tredici e mezzo. Prezzo finale di 21,00 euro.
Livrea colorata da una tonalità di rosso rubino carico ed intensamente sfavillante. Il profilo olfattivo è portatore di un’articolata e privilegiata abbondanza di fragranze, che si materializzano attraverso effluvi fruttati di ciliegia, prugna secca, fragola, mirtilli, cassis, mora e carruba, schegge floreali di viola e di rosa di Castiglia, sentori vegetali di timo e di salvia, svolazzi speziati di chiodi di garofano e di zenzero e sussurri terziari di liquirizia, tabacco e cioccolato fondente. La ricettiva bocca accoglie con premura un sorso avvolgente, polposo, etereo, austero, voluminoso, centrato, asciutto, pervasivo e scalpitante di energia. Tannini talentuosi. Legno non invadente. La spalla acida apporta da parte sua un’infinita freschezza a tutto il cavo orale. Pregnanza gustativa morbida, intrigante, raffinata, minerale ed imponente. Longevità a lungo raggio. Retroaroma molto persistente e che lascia poi la bocca totalmente appagata. Da preferire su un piatto di cicatielli al sugo di agnello come usa nel Beneventano e pecorino del Fortore.
Bue Apis Rosso Aglianico del Taburno Docg 2019. Si tratta di un clone di Aglianico amaro, frutto di una vigna centenaria posizionata a 1.000 metri di altezza. Raccolta delle uve ad inizio di novembre. Affinamento in legno di rovere e di castagno. Gradazione alcolica di tredici e mezzo. Prezzo finale di 50,00 euro.
Calice tinto da un appariscente, coreografico e sfavillante colore granato. Al naso si approccia un ben fornito caleidoscopio di eccellenti profumi, il cui incipit narra di un’ampia progettazione fruttata di ciliegia, prugna, uva passa, fragola, ribes nero e mirtilli. A dare una conformante spinta ancora maggiore a tutto l’aspetto olfattivo ci pensano poi afflati floreali di genziana e di rosa appassita, proposizioni vegetali di eucalipto e di muschio e pervicaci aromi speziati di noce moscata, chiodi di garofano e pepe nero. Affascinanti poi le costumanze terziarie di incenso, tabacco, caffè torrefatto, cuoio e goudron. In bocca esordisce un sorso ampio, voluminoso, avvolgente, profondo, infiltrante, rotondo, balsamico, armonico, equilibrato e perfettamente in riga. Frutta croccante. Perforante il guizzo di acidità. Legno ben modulato. Esemplari e ben cesellati i tannini. Tattilità irradiante, sensuale, aristocratica, sapida e dinamica. Longevità tutta da esplorare. Conclusione finale monumentale, appagante, persistente, edonistica e leggermente amaricante. Da preferire su un piatto di pasta al ragù, cosciotto di agnello al forno e formaggi stagionati.
Ho assaggiato una batteria di vini rossi davvero straordinari questi di Cantina del Taburno, perché come ben si sa l’areale beneventano non è soltanto un grande contenitore di ottimi vitigni, con i quali si produce la più alta quantità di bottiglie di tutta la Campania, con oltre i 50% di tutta la produzione regionale e frutto di oltre 10,000 ettari vitati e di 800.000 ettolitri di vino all’anno, ma è soprattutto un territorio di grandi risorse qualitative, in cui primeggiano le due principali ed incomparabili specie varietali di Aglianico e di Falanghina.

Cantina del Taburno
Via Sala – Foglianise (Bn)
Tel. 0824 871338 – Cellulare 389 1083361
amministrazione@cantinadeltaburno.it – www.cantinadeltaburno.it
Anno di fondazione: 1952
Proprietario: Enzo Rillo
Enologo interno: Raffaele Di Marco
Ettari totali di vigneto oltre 100 conferitori
Ettari vitati di proprietà: 100 – Bottiglie annue prodotte mediamente: 1.000.000
Vitigni: Aglianico, Piedirosso, Barbera (Camaiola), Cabernet Sauvignon, Falanghina, Fiano, Greco e Coda di Volpe


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